Pechino approva dopo 12 anni la nuova legge sulla bancarotta

I legislatori dell'Assemblea nazionale del Popolo hanno ridefinito il comportamento che devono tenere le aziende in crisi: al primo posto, vincono gli interessi degli azionisti. Prevista una scappatoia per le 2 mila aziende ancora di proprietà dello Stato.

Pechino (AsiaNews/Scmp) – I legislatori cinesi hanno annunciato ieri l'approvazione dell'attesa "Legge sulla bancarotta aziendale", che sarà "una protezione per gli azionisti ed i lavoratori delle imprese insolventi". Il processo di approvazione normativo è avvenuto all'interno dell'Assemblea nazionale del Popolo (Anp) ed è durato 12 anni.

La nuova legge entrerà in vigore dal primo giugno 2007 e prenderà il posto della "Legge ad interim sulla bancarotta delle imprese", che venne approvata nel 1992 ed applicata per prima cosa alle aziende statali. All'epoca, venne usata per smantellare il complesso sistema aziendale cinese, interamente di proprietà dello Stato, ed aprì le porte alla liberalizzazione economica del mercato interno.

La nuova norma si applica alle aziende statali, ma anche alle compagnie private, alle istituzioni finanziarie ed alle industrie finanziate dagli stranieri.

I membri della Commissione permanente dell'Anp hanno presentato il testo nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella Grande Sala del popolo. Per i relatori, ogni impresa che dichiari bancarotta dovrà come prima cosa ripagare gli azionisti ed in un secondo tempo risarcire i propri impiegati.

Chen Siwei, vice presidente della Commissione, spiega alla Xinhua che "la decisione è frutto di un compromesso che mira a proteggere sia gli azionisti che i lavoratori". Jia Zhijie, membro della Commissione, aggiunge: "Il nuovo decreto incarna il principio di mettere al primo posto le persone, perché come prima cosa considera gli interessi dei lavoratori. Nello stesso tempo, appoggia il principio internazionale di proteggere al meglio gli investitori".

La nuova legge presenta un'eccezione, riservata alle circa 2 mila industrie a partecipazione o di proprietà dello Stato, cui sarà consentito di dichiarare una "bancarotta politica", che prevede come primo passo il risarcimento degli impiegati.

Grazie ad un compromesso stipulato dal Consiglio di Stato, le industrie comprese nella lista che dichiareranno bancarotta prima del prossimo giugno saranno liquidate con l'aiuto (ed i fondi) dello Stato, in modo da poter risarcire al meglio chi vi ha lavorato ed investito. Tutte le altre ricadranno sotto i termini previsti dalla nuova norma.

Il decreto prevede inoltre nuove e maggiori responsabilità per i dirigenti e proibisce ai quadri più importanti delle singole industrie di accettare incarichi di responsabilità in altre compagnie nei tre anni successivi alla bancarotta. Inoltre, i regolatori statali potranno chiedere una bancarotta d'ufficio per le istituzioni finanziare che abbiano dei problemi di mercato.

An Jian, legislatore dell'Anp, parla di una nuova parte che prevede la gestione delle istituzioni finanziarie più turbolente: essa permette di chiedere una amministrazione fiduciaria o altre misure d'emergenza. "Le autorità che regolamentano il mondo finanziario – aggiunge – potranno applicare tali misure durante le situazioni di emergenza, in modo da garantire che queste vengano gestite al meglio ed evitare che gli azionisti chiedano l'assetto di bancarotta per rientrare del capitale investito".

La nuova legge permette inoltre la riorganizzazione delle compagnie in fallimento, se si presenta la possibilità di salvarle. Per An, gli schemi di riorganizzazione verranno applicati alle compagnie insolventi con gravi difficoltà, ma che "possano tornare in pista". La riorganizzazione "evita la liquidazione ed i suoi effetti: disoccupazione e perdita di introiti".

Ancora oggi in Cina, a causa della prima legge (ad interim) sulla bancarotta, vi sono oltre 60 milioni di disoccupati.

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Lanterne rosse
Mondo russo
Porta d'Oriente

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
P.I.M.E. Centro Missionario
Agenzia Fides
P.I.M.E. Brasil
Radio Mondo
Mondo e Missione
P.I.M.E. U.S.A.
TV 2000