Pechino, città quasi “militarizzata” per le Olimpiadi

Proibiti striscioni, volantini, vestiti con scritte di qualsiasi contenuto. I trasgressori rischiano multe, e persino il carcere. Sconvolta la vita della città, per assicurare meno traffico e più controllo. Schierati centinaia di migliaia di poliziotti e volontari per un controllo capillare.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Proibito lavorare prima delle ore 9 per ditte, negozi e altri enti di Pechino durante le Olimpiadi. Vietato anche distribuire volantini, portare striscioni e correre nudi. Il Comitato organizzatore delle Olimpiadi (Bocog) ha dettato ieri 22 nuove regole per chi vuole assistere alle Olimpiadi, o anche soltanto vivere a Pechino i prossimi 2 mesi.

Agli eventi sportivi sono proibiti, senza specifica autorizzazione, volantini o striscioni di carattere pubblicitario, commerciale, ambientale, animalista, politico, militare, religioso, per i diritti umani: tutto. E’ pure vietato portare striscioni o indossare magliette inneggianti una parte, quali: “Forza Cina”. Bandiere e striscioni sportivi dovranno essere larghi non più di 2 metri per 1, ma è preferito che non ci siano, “per creare un ambiente sereno per tutti gli atleti”, spiega Huang Keying, funzionario del Bocog.

Huang aggiunge che identiche regole ci sono state ai Giochi a Sidney e Atene. Ma negli eventi sportivi è normale vedere tifosi che inneggiano la squadra con striscioni, vestiti, persino tingendosi capelli e faccia dei colori amati. Esperti commentano che, in realtà, Pechino vuole evitare scritte o simboli di protesta, quali richieste di democrazia o la bandiera del Tibet. Mentre c’è grande incertezza e molti si chiedono se cadono sotto il divieto gli abiti firmati di marche famose.

E’ anche proibito correre nudi o mostrarsi ubriachi e chi lo fa sarà multato e può anche finire in prigione. Vietate riunioni e dimostrazioni. Sarà invece permesso portare ombrelli, che spesso in simili competizioni sono vietati per paura di usi “impropri”.

Chi, poi, trasgredendo i divieti causa “conseguenze gravi o proteste sociali” (ipotesi molto vaste perché poco definite) commette un delitto, punito con fino a 5 anni di carcere.

Per diminuire il traffico, dal 20 luglio al 20 settembre i grandi negozi del centro dovranno aprire e chiudere un’ora più tardi, le imprese statali non potranno iniziare il lavoro prima delle ore 9 e ogni attività dovrà uniformare il proprio orario, con esenzione solo per servizi essenziali e scuole. Meglio ancora se chi può lavora a casa online.

Di sicuro i pechinesi sono esausti per le molte regole e controlli già imposti e che rendono molto più difficile la vita. Per pulire l’aria e diminuire il traffico il governo municipale ha sospeso centinaia di migliaia di opere in corso, chiuso le industrie rumorose e inquinanti, rispedito a casa migliaia di migranti, c’è persino controllo sui carichi di materiali edili e il cemento che entrano in città per evitare opere “non consentite”. Mentre oltre 100mila poliziotti e soldati e 600mila volontari civili si preparano a rigidi controlli.

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