Pechino condanna a 13 anni di carcere il dissidente Qin Yongmin

L'attivista, 64 anni, ha già scontato 22 anni di reclusione. Il dissidente è stato condannato in maniera formale per la prima volta soltanto nel 1998, con l'accusa di aver fondato il China democracy party. È un esponente di punta dei movimenti pro-democrazia. La condanna è stata resa nota il giorno dopo la liberazione di Liu Xia.

di Francesco Graffagnino

Pechino (AsiaNews/Agenzie) - Un tribunale cinese ha condannato a 13 anni di carcere il dissidente Qin Yongmin, 64 anni, con l'accusione di “sovversione del potere statale”. L'uomo è uno degli esponenti di punta del movimento pro-democrazia. Qin ha già passato 22 anni in prigione.

Durante il processo è rimasto in silenzio e si è rifiutato di rispondere alle domande della corte. Lo riferisce alle agenzie Lin Qilei, il suo avvocato. Il verdetto è stato confermato dalla Corte del popolo nella città di Wuhan, nella Cina centrale.

Qin ha fondato insieme ad altri dissidenti il China democracy party. Nel 1998 è stato condannato in maniera formale - dopo una lunga detenzione preventiva - per  aver cercato di registrarlo in via ufficiale. L’anno successivo è stato nominato per il Nobel per la pace.

Nel 2015 è stato arrestato di nuovo. Qin guidava il gruppo China human rights watch che si occupava di creare gruppi di discussione e critica online delle politiche di governo.

Il verdetto è stato reso noto il giorno dopo che Liu Xia, vedova del dissidente Liu Xiabo, è stata liberata e ha ricevuto il permesso di lasciare la Cina.

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Lanterne rosse
Mondo russo
Porta d'Oriente

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
P.I.M.E. Centro Missionario
Agenzia Fides
P.I.M.E. Brasil
Radio Mondo
Mondo e Missione
P.I.M.E. U.S.A.
TV 2000