Pechino: guerra all'infiltrazione delle "ideologie straniere"

Pechino: guerra all'infiltrazione delle "ideologie straniere"

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La Cina ha annunciato guerra all'"infiltrazione" delle ideologie straniere attraverso i nuovi media - soprattutto internet, in particolare tra i giovani. Il 24 marzo, la Commissione Centrale per il Progresso Etico e Culturale ha assicurato che in televisione i cartoni animati saranno solo "creativi e sani" e che non ci saranno internet cafè nelle aree residenziali o nel raggio di 200 metri dalle scuole primarie e superiori. Secondo l'Amministrazione Generale per l'Industria e il Commercio (GAIC), organo di vigilanza del mercato cinese, molti internet cafè, che ammettono giovani violando le leggi, "hanno causato un grande danno alla salute mentale degli adolescenti e si sono intromessi nell'insegnamento scolastico".

Nel paese, il controllo dell'informazione e la repressione della libertà di espressione ha iniziato ad estendersi anche alle nuove tecnologie. Internet rappresenta il primo bersaglio da parte del regime, vista la crescente diffusione di computer e internet cafè e l'aumento degli utenti di internet nel paese.

Il governo ha inasprito il controllo già serrato dei siti internet giudicati "pericolosi", istituendo uno speciale corpo di polizia – circa 30 mila persone - per censurare siti e contenuti. Per un certo tempo Google e Altavista, due tra i più popolari motori di ricerca, sono stati chiusi, suscitando accese proteste nel paese. Si susseguono anche gli arresti dei cyber-nauti che pubblicano on-line materiale per denunciare le violazioni ai diritti umani e invocare più democrazia. Sempre il 24 marzo, è giunta la notizia che un altro dissidente è in carcere da 2 anni per aver pubblicato su internet una lettera aperta in cui chiedeva maggiore democrazia. A denunciarlo sono stati la famiglia e l'avvocato del dissidente, Ouyang Yi, un ex professore di Suining (Sichuan). Il 16 marzo scorso la Corte Intermedia di Chengdu lo ha condannato per sovversione a 2 anni di carcere, dopo un processo a porte chiuse. Anche altri due attivisti che avevano firmato la lettera, He Depu e Zhao Changqing, sono stati condannati al carcere.

Secondo il Centro Informazioni sulla Rete Internet in Cina, nel 2003 gli utenti della rete sono aumentati del 48,5% rispetto al 2002, arrivando a 68 milioni. Il 56% degli internauti cinesi ha meno di 25 anni.

La lotta alla diffusione delle idee straniere tra i giovani è uno dei punti di un programma di riforme scolastiche presentato dal Ministro dell'Istruzione Zhou Ji, ufficialmente per "rinvigorire l'istruzione". Il piano mira a elevare gli "standard etici, ideologici e morali di bambini e giovani". Il ministro ha anche incluso pacchetti di riforma per "promuovere e coltivare lo spirito del patriottismo" e diffondere la lingua cinese tra le minoranze etniche. (MR) 

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