Pechino, Shanghai, Xian, Wenzhou: aperte le Porte sante della Cina, anche fra i cristiani sotterranei, che non hanno “porte”

Nelle maggiori diocesi si sono svolte le cerimonie di apertura della Porta santa, distribuendo a tutti il testo della Bolla di indizione del Giubileo della Misericordia. In alcune diocesi con vescovi illeciti, la Porta è decorata con slogan dell’Associazione patriottica. A Shanghai il vescovo è ancora agli arresti domiciliari. Grande uso dei social media per diffondere canti, preghiere, citazioni. L’invito a ricevere la misericordia e a comunicarla ai non cristiani. I giornali del Partito parlano del Giubileo, ma soprattutto della serata di luci e suoni sulla facciata di S. Pietro.

di John Ai - Bodi Jiao

Pechino (AsiaNews) – In risposta all’invito di papa Francesco, in molte diocesi della Cina sono state aperte le Porte sante nelle diverse cattedrali. Le cerimonie si sono svolte ieri e durante la scorsa settimana. In tutte le diocesi si è stampata l’edizione in cinese della Misericordiae Vultus, la Bolla di indizione dell’Anno santo e la si è distribuita ai fedeli presenti alla cerimonia, invitando tutti a leggerla e a diffonderla anche fra i non cristiani.

Il Giubileo della Misericordia spopola anche su internet. Molti cristiani evangelizzano condividendo messaggi su WeChat, diffondendo testi e canzoni dell’Anno santo, notizie sugli eventi in Vaticano e a livello locale, invitando tutti a partecipare, soprattutto coloro che vanno in chiesa di rado. Molte comunità sotterranee, non avendo una chiesa-edificio in cui svolgere le cerimonie e l’apertura della Porta santa, hanno potuto soltanto incontrarsi per pregare e leggere la bolla. Alcune diocesi sotterranee stanno pensando a costruire una “porta” in qualche casa o in un cortile, per aiutare i fedeli a comprendere il passaggio e la conversione a Cristo. Spesso, dove vi sono vescovi ufficiali in comunione col papa, i fedeli delle comunità sotterranee usufruiscono delle chiese registrate e della Porta santa della cattedrale ufficiale. In alcune diocesi però, dove vi sono vescovi illegittimi, la Porta santa – pur benedetta – è ornata di frasi inneggianti al socialismo e all’Associazione patriottica, l’organismo del Partito che vuole costruire una Chiesa indipendente dalla Santa Sede.

Nella diocesi di Pechino, la Porta santa è stata aperta il 12 dicembre scorso, alle 9 del mattino presso la cattedrale dell’Immacolata (Nan Tang) da mons. Giuseppe Lishan.

Attorniato da sacerdoti, suore, seminaristi e laici, il vescovo ha esortato tutti i fedeli ad essere “grati a Dio per l’apertura della Porta santa che papa Francesco ha compiuto lo scorso 8 dicembre per il Giubileo della misericordia”. “Il Santo Padre – ha continuato – ha aperto le Porte della Misericordia del Signore per tutti noi perché il papa guarda costantemente a Gesù e al suo volto misericordioso. Abbiamo bisogno di contemplare il mistero della Misericordia del Signore, che è fonte di gioia, di tranquillità e pace per tutti noi”.

A Shanghai non si è svolta alcuna cerimonia nella cattedrale. Anzitutto perché la facciata è in restauro. Alcuni sacerdoti hanno detto che la Porta santa sarà aperta non appena finiscono i lavori. Ma intanto, hanno aggiunto, “ogni porta di chiesa è una Porta santa”. Un altro motivo per la mancanza della cerimonia ufficiale di apertura è il fatto che il vescovo della diocesi, Taddeo Ma Daqin, è tenuto da quasi tre anni agli arresti domiciliari nel seminario di Sheshan. A mons. Ma è permesso di avere un blog su Weibo (l’equivalente cinese del Twitter). Finora però il blog non è stato aggiornato e non vi è ancora menzione dell’Anno santo da parte del vescovo.

Nella diocesi di Xian (Shaanxi), si è svolta una messa di inizio dell’Anno santo il 6 dicembre scorso. Il vescovo, mons. Antonio Dang Mingyan, ha spiegato la Bolla pontificia e il metodo per ricevere l’indulgenza. Il testo completo della Bolla è stato stampato nel settimanale diocesano e viene distribuito gratis a chiunque. La Porta santa sarà aperta nel prossimo futuro, dato che la cattedrale di san Francesco è in restauro. La comunità della cattedrale è però pronta per le opere di misericordia, suggerite dal papa come espressione di questo Anno santo. Ogni domenica davanti alla cattedrale si prepara e si distribuisce cibo per i senzatetto. In più, vi è distribuzione di beni di prima necessità per le persone povere.

Sempre nella provincia dello Shaanxi, oltre che a Sanyuan, la Porta santa è stata aperta a Zhouzhi, dove il vescovo Martin Wu Qinjing, ordinato 10 anni fa, è stato da poco accettato dall’Associazione patriottica, che lo aveva segregato agli arresti domiciliari. La cerimonia ha radunato circa 5mila fedeli.

A Nanchang, mons. Giovanni Li Suguang ha aperto la Porta santa e celebrato la messa l’8 dicembre scorso, festa della sua cattedrale, dedicata all’Immacolata Concezione. Il vescovo ha spiegato il significato del logo del Giubileo e il metodo per ricevere l’indulgenza. Egli ha anche incoraggiato i fedeli ad andare alla ricerca dei “fratelli e sorelle che si sono perduti”. La diocesi ha stampato la Misericordiae Vultus e la distribuisce gratis a tutti.

La diocesi ha esortato anche a organizzare servizi di volontariato per aiutare persone nel bisogno. I risultati di quest’impegno verranno mostrati nella cerimonia di chiusura dell’Anno santo.

Nel Zhejiang, la diocesi di Wenzhou ha celebrato la messa di inizio del Giubileo il 9 dicembre. Dopo la lettura di alcuni brani della Misericordiae Vultus, mons. Zhu Weifang ha aperto la Porta santa. Nei mesi scorsi, mons. Zhu e i suoi sacerdoti avevano protestato con forza contro la campagna per le demolizioni delle croci e delle chiese.

Anche sui media ufficiali del governo sono apparse notizie sull’Anno santo a Roma, dando molto spazio alle questioni della sicurezza e alle minacce di terrorismo. Discreto spazio è stato dato alla serata di suoni e luci sulla facciata della basilica di san Pietro, “Fiat lux: illuminare la nostra casa comune”, ispirato all’enciclica “Laudato si’”.

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