Petroliera affondata: la marea nera si estende per oltre 300 kmq

La macchia di petrolio si è allargata in pochi giorni. Un pericolo per alcune specie marine e per il percorso migratorio delle balene.

Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) - La marea nera prodotta dal naufragio di una petroliera iraniana nel Mar Cinese orientale si è allargata in pochi giorni e oggi si estende per oltre 300 kmq. Ne dà notizia oggi l’Amministrazione cinese statale degli oceani. Tre grandi macchie di petrolio si estendono per un totale di 332 kmq; solo quattro giorni fa la sua superficie era di 101 kmq.

La petroliera iraniana Sanchi si è scontrata con un cargo di Hong Kong agli inizi di gennaio e ha continuato a bruciare fino a che con una gigantesca esplosione è affondata lo scorso 14 gennaio.

La Sanchi trasportava 136mila tonnellate di petrolio “condensato”. Dei 32 membri dell’equipaggio (30 iraniani e due bangladeshi) sono stati recuperati solo tre corpi.

Il tipo di petrolio trasportato non forma macchie come quelle del comune petrolio greggio, ma è altamente tossico per la vita marina ed è più difficile separarlo dall’acqua.

Secondo Greenpeace, l'area in cui la nave è affondata è un importante zona di riproduzione per diverse specie marine come il calamaro e una zona di riposo in inverno per il pesce giallo e il granchio blu. Essa è anche sul percorso migratorio di numerosi mammiferi marini, come megattere e balene grigie.

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