Pyongyang a corto di valuta: -70% negli scambi commerciali con la Cina

Il regime guidato da Kim Jong-un ha deciso l’isolamento completo per evitare la diffusione del coronavirus. Ma così facendo ha colpito la propria economica, che dipende al 90% dal colosso cinese.

di Vincenzo Faccioli Pintozzi

Seoul (AsiaNews) - Il commercio bilaterale fra Cina e Corea del Nord si è ridotto del 70%, e con esso è crollata la disponibilità valutaria del regime di Pyongyang. Per impedire la diffusione del coronavirus, il governo nordcoreano ha isolato ancora di più il territorio nazionale: da gennaio a maggio sono stati bloccati tutti i mezzi di trasporto diretti entro i confini.
La decisione ha avuto ripercussioni immediate: Pyongyang dipende al 90% dalla Cina per il proprio bilancio economico. Nei primi cinque mesi dell’anno, le esportazioni nordcoreane sono passate da 81 a 18 milioni di dollari.
Una fonte racconta al Nikkei: “La Corea del Nord potrebbe riaprire ai cinesi dal prossimo novembre”. Un’altra ritiene invece che la recrudescenza del covid-19 a Pechino farà slittare ancora le date: “Non credo sarà possibile nel corso di quest’anno”.

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