Qinghai, monaco tibetano si dà fuoco. Scoppia la protesta

Il monaco è sopravvissuto alle fiamme e le autorità lo hanno portato all'ospedale. Ma i monaci lo hanno riportato in monastero temendo per il suo arresto. Centinaia di religiosi tibetani e centinaia di studenti stanno dimostrando, portando anche foto del Dalai Lama. I monasteri vicini giungono in città per mostrare solidarietà. La pubblica sicurezza ha stabilito posti di blocco.

di Nirmala Carvalho

Dharamsala (AsiaNews) - Jamyang Palden, un monaco tibetano sui 30 anni si è dato fuoco oggi a Rongwo (contea di Rebkong, Qinghai)verso le 10.30 di questa mattina. Il religioso si è auto-immolato vicino al monastero di Rongwo, il più grande della contea e secodo le ultime informazioni, è sopravvissuto al gesto.

Ma il suo sacrificio ha scatenato una protesta che cresce sempre più.

Testimoni raccontano che mentre i monaci si erano radunati per la preghiera, Jamyang Palden èuscito sulla piazza e si è dato fuoco. Personale dell'Ufficio per gli affari religiosi e della Pubblica sicurezza sono arrivati in fretta e lo hanno portato all'ospedale. Un gruppo di monaci e lo stesso lama sono entrati nell'ospedale e si sono ripresi il ferito, riportandolo nel monastero. Essi temono che le autorità arrestino Jamyang, non appena si ristabilisce.

Dopo l'autoimmolazione, circa 500 monaci si sono radunati nella piazza. Ad essi si sono aggiunti persone del luogo e dei villaggi vicini che cantavano e pregavano sotto la stretta vigilanza dei soldati cinesi. Alcuni dei dimostranti portavano foto del Dalai Lama, proibite in Tibet. I monaci sono poi ritornati nel monastero, ma  religiosi di altri monasteri li stanno raggiungendo in città per esprimere la loro solidarietà.

Una dimostrazione è scoppiata anche nella scuola media e superiore Yifu, anch'essa nella città di Rongwo. La scorsa settimana vi era stata una dimostrazione di oltre 700 studenti. La Pubblica sicurezza ha circondato con posti di blocco le strade della cità e verifica chiunque voglia entrare o uscire. Un cordone di sicurezza è stato spiegato anche attorno al monastero.

Jamyang Palden, pur essendo sopravvissuto al suo sacrificio, si trova in condizioni molto serie.

Con quello di oggi, sono almeno 25 i tibetani che si sono autoimmolati per criticare la dittutura di Pechino e chiedere il ritorno del Dalai Lama in Tibet. La Cina accusa proprio il Dalai Lama di usare questi mezzi come strumento politico di pressione. In realtà il leader tibetano ha sempre dichiarato di non incoraggiare questo modo estremo di protesta, chiedendo ai giovani monaci di preservare la vita. Egli dice che la disperazione da cui nascono questi gesti è causata dal "genocidio culturale" a cui il Tibet e i tibetani sono sottoposti dal regime cinese.

 

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