Sarà arrestato chi protesta contro la Cina a Kathmandu

Proibita a tempo indeterminato ogni protesta davanti agli uffici diplomatici cinesi. Si vuole evitare che le decine di migliaia di profughi tibetani scendano in piazza per l’anniversario della rivolta del marzo 1959 contro la dominazione cinese.

Kathmandu (AsiaNews/Agenzie) – Il Nepal ha proibito a tempo indeterminato ogni protesta vicino all’ambasciata cinese e al suo ufficio visti a Kathmandu, per la “delicata situazione” attuale.

Nabin Ghimire, portatoce del ministero nepalese dell’Interno, ha precisato oggi che chi protesta sarà arrestato e che si vogliono così evitare proteste per il 50mo anniversario della rivolta contro la dominazione cinese, esplosa il 10 marzo 1959 e repressa nel sangue.

In Nepal vivono oltre 20mila profughi tibetani. Nel 2008 a Kathmandu ci sono state proteste quasi quotidiane di migliaia di persone, tra cui molti monaci e monache, contro la repressione cinese delle proteste di piazza scoppiate a marzo. La polizia ha sempre reagito con pestaggi e arresti (nella foto), suscitando la decisa protesta dei funzionari delle Nazioni Unite di stanza nella capitale. Anche allora il governo impose un analogo divieto.

Di recente il governo nepalese, guidato dai maoisti, ha stretto rapporti maggiori con la Cina, rispetto all’altra sua confinante, l’India.

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