Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Nel secondo trimestre 2010 l’economia della Cina ha subito un rallentamento, forse dovuto a una politica monetaria più accorta e alla conclusione dello stimolo dato nell’anno precedente a causa della crisi globale.
L’Ufficio nazionale delle statistiche ha diffuso oggi le cifre: la crescita del Pil è stata del 10,3%, inferiore rispetto al primo trimestre, dell’11,9%.
Altri dati mostrano che il freno ai crediti voluto dal governo per raffreddare l’economia, sta avendo i suoi effetti. L’inflazione in giugno è stata del 2,9% (in maggio era del 3,1); la crescita industriale è scesa al 13,7%; mentre in maggio era del 16,5.
Ma quella che sembra un’economia sotto controllo, a molti appare come un segnale di crisi.
Il timore di una bolla speculativa soprattutto nel settore delle costruzioni, ha portato il governo a frenare prestiti, riducendo la domanda per materiali da costruzione, materie prime, minerali, ecc… Il leggero apprezzamento dello yuan sta rendendo più difficile l’esportazione di prodotti cinesi e riducendo la produzione. Ciò aumenta la disoccupazione e naturalmente i consumi.










