Scompaiono due monaci tibetani, arrestati per la quarta volta

A metà maggio la polizia ha portato via i due monaci dal monastero di Labrang per “interrogarli”. Da allora non si hanno notizie. Gruppo pro-Tibet denuncia una strategia per fiaccare il fisico e la volontà dei tibetani.

di Nirmala Carvalho

Dharamsala (AsiaNews) – La polizia cinese ha arrestato il 14 maggio i monaci Tsundue Gyatso e Sonam Gyatso (nella foto) dopo un’irruzione nel monastero di Labrang (Gansu). Il Tibetan Centre from Human Rights and Democracy (Tchrd) dice che da allora non si hanno notizie e si ignora anche dove siano detenuti.

I due monaci sono stati arrestati già altre 3 volte con l’accusa di aver partecipato alle proteste del marzo 2008 contro la persecuzione cinese, ma poi rilasciati. Quando i familiari sono andati a portar loro vestiti e cibo, la polizia ha detto che doveva solo interrogarli di nuovo e che li avrebbe presto rilasciati. Da allora non si hanno notizie.

Il Tchrd denuncia che diversi monaci e cittadini tibetani sono stati arrestati più volte per avere partecipato alle proteste del 2008, senza mai esserci accuse formali né processo. Il gruppo ricorda Labrang Jigme, arrestato il 22 marzo e torturato in carcere per due mesi con l’accusa di avere partecipato alle proteste a Labrang. Poi liberato per ragioni mediche. Di nuovo arrestato nel novembre 2008 e rilasciato solo il 3 maggio 2009.

Secondo gli attivisti pro-diritti, si tratta di una precisa strategia per stroncare queste persone nel fisico e nella mente.

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