Seoul e Pechino riprendono le relazioni ‘normali’

I rapporti si erano deteriorati a causa dello spiegamento del sistema anti-missilistico Thaad. Pechino aveva boicottato voli, turismo, vendita al dettaglio di prodotti sudcoreani. La ripresa delle comunicazioni avviene alla vigilia del viaggio di Trump in Asia.

Seoul (AsiaNews/Agenzie) - Seoul e Pechino hanno deciso di riprendere in pieno il loro rapporto e far tornare scambi e cooperazione “al loro passo normale”. L’annuncio è stato dato da un comunicato congiunto dopo un incontro fra Nam Gwan-pyo, direttore dell’Ufficio della sicurezza nazionale a Seoul e Kong Xuanyou, del ministero degli esteri di Pechino.

L’accordo viene dopo quasi un anno di difficili relazioni in seguito allo spiegamento di alcune batterie del sistema anti-missilistico Thaad.

Lo scorso luglio 2016, davanti alla minaccia dei missili nordcoreani, la Corea del Sud ha deciso di istallare il sistema anti-missilistico di difesa creato dagli Usa. Ma la Cina si è subito dichiarata contraria perché i potenti radar del Thaad possono mettere in pericolo la sua sicurezza strategica.

Temendo di essere spiata, la Cina ha reagito con misure punitive verso il business sudcoreano: proibendo visite di cinesi in Corea del Sud, boicottando catene di negozi sudcoreani in Cina, ecc…

L’industria sudcoreana del turismo, dell’intrattenimento e della vendita al dettaglio, che dipende molto dai clienti cinesi, ha subito un duro colpo, tanto che due catene di negozi in Cina, E-Mark e Lotte Mart hanno deciso di uscire dal mercato cinese.

I due Paesi non hanno ancora risolto la disputa sul sistema anti-missilistico, ma entrambi hanno dichiarato che terranno presente la posizione dell’altro alla ricerca di una soluzione.

La Corea del Sud ha confermato che “il proposito originale dello spiegamento non è diretto a una terza nazione” e la Cina ha preso nota “della posizione della parte coreana” e che “sono d’accordo nell’impegnarsi a comunicazioni legate al tema del Thaad”.
Il cambiamento del clima teso è avvenuto da quando il presidente Moon Jae-in, vincitore delle elezioni dello scorso maggio, ha frenato l’istallazione completa del Thaad e continua a proporre, insieme alle sanzioni verso Pyongyang, anche finestre di dialogo, evitando ogni scontro armato. La sua posizione, mettendo insieme sanzioni e dialogo con la Nordcorea, si distacca da quella degli Stati Uniti che - soprattutto con il suo presidente - minaccia azioni belliche e distruttive.

L’accordo annunciato apre a nuovi incontri diplomatici ad alto livello: Moon incontrerà il suo omologo cinese Xi Jinping al margine dell’incontro Apec (Asia Pacific Economic Cooperation) che si terrà in Vietnam il 10 e l’11 novembre. Per la fine dell’anno è prevista una visita di Moon a Pechino e per febbraio una visita di Xi a Seoul in occasione delle Olimpiadi invernali a Pyeongchang.

Il raffreddamento delle tensioni fra Pechino e Seoul avviene poco prima del primo viaggio del presidente Usa Donald Trump in Asia. Dal 3 al 14 novembre egli toccherà Giappone, Corea del Sud, Cina, Vietnam e Filippine. Si prevede che Trump spinga Seoul e Tokyo a impegnarsi per bloccare il programma nucleare di Pyongyang e la sua minaccia missilistica.

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