Shanghai: chi affitta case deve dare almeno 5 mq per inquilino

Nella città del boom economico ed edilizio, gli appartamenti sono divisi in stanzette ove si vive ammassati, con appena lo spazio per un letto e senza servizi igienici. Costano 300 yuan al mese e sono richieste da lavoratori e studenti. Esperti: il governo deve considerare anche i migranti.

Shanghai (AsiaNews/Agenzie) – Chi affitta case deve dare almeno 5 metri quadrati di spazio a ogni inquilino. Dopo anni di lotta, così ha indicato la settimana scorsa l’Ufficio amministrativo per l’abitazione e le risorse immobiliari nella moderna Shanghai del boom economico ed edilizio. La settimana scorsa il governo del distretto di Pudong ha iniziato un’operazione contro gli “affitti collettivi” del complesso di Brilliant City: 965 appartamenti con le stanze divise in loculi dove abitano circa 10mila persone che hanno appena il posto di un letto o un materasso arrotolato. I funzionari sono entrati in 55 appartamenti divisi in 340 stanzette per 553 persone in 6mila metri quadrati.

“Undici dei 55 appartamenti – racconta la funzionaria Lu Huan – erano anche utilizzati per gestire società o vendere pasti preconfezionati”. Ora i proprietari dovranno ripristinare lo stato originario.

A Brilliant City i servizi igienici sono comuni oppure mancano perché il bagno diventa una stanza affittata. Un posto letto costa almeno 300 yuan e lo occupano lavoratori e studenti migranti per ridurre le spese, ma anche malfattori e prostitute. Furti e piccoli incendi sono frequenti. Due mesi fa un incendio nel distretto Songjiang ha ucciso 6 persone coabitanti in 50 metri quadrati.

A Shanghai lo spazio abitativo pro capite stimato è di 16 metri quadrati. Ora il governo inizia a debellare gli alveari, anche in previsione delle Olimpiadi. Ma a chi li abita basta “un posto per dormire, non importa se scomodo” e non può pagare altro. Nei quartieri di lusso gli affitti sono di 21,70 dollari (circa 163 yuan) al metro quadro. La città dà sussidi ai residenti  e ne beneficiano 25mila famiglie, ma non i milioni di migranti che qui abitano in modo stabile.

Wang Haifeng dell’Accademia di Shanghai per le scienze sociali commenta al South China Morning Post che occorre fornire abitazioni anche ai migranti e “controllare il mercato degli affitti privati, piuttosto che restringerlo”. Altrimenti, finito l’intervento coattivo, a Brilliant City si tornerà – come ammette un proprietario - ad appartamenti di 80 metri quadrati divisi in 7 stanze affittate da 20 persone.

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