Shenzhen inizia le riforme per giungere a elezioni democratiche

Il Partito comunista approva in via ufficiale la riforma verso elezioni con candidati non di partito e l’indipendenza dei giudici. Il Paese cerca un nuovo modello politico contro la corruzione del parito unico: nel Guangdong annullate due elezioni per brogli e corruzione.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Il Partito comunista di Shenzhen approva riforme per giungere all’elezione democratica di sindaco e parlamento. Intanto sono annullate due elezioni nel Guangdong, per la corruzione e i brogli dell’attuale sistema.

In Cina l’elezione “democratica” di sindaco e giunta è stata sperimentata solo in piccoli centri, dove comunque i candidati indipendenti si sono scontrati con minacce e brogli a favore dei candidati del Pc. Nelle città l’elezione è limitata ai membri del Pc. Ora il Pc di Shenzhen progetta innovazioni quali:  l’elezione democratica di parlamento e sindaco, l’obbligo per i maggiori funzionari di dichiarare le proprietà, l’indipendenza del sistema giudiziario (oggi sottomesso al Pc), da introdursi “quando le condizioni saranno mature”.

Non sono previsti grandi cambiamenti nel breve termine e il documento approvato indica linee di principio, da attuarsi sotto stretto controllo del Pc. Per questo molti analisti dubitano che ci sia effettiva volontà di riforme. Ma è già notevole che il Pc di una grande città le progetti. Il capo del Pc di Shenzhen, Liu Yupu, sottolinea che “finalità della proposta è dare impulso a nuove possibilità di sviluppo. Dovremo avere il coraggio di assumerci i rischi conseguenti”. Le Zheng, responsabile dell’Accademia delle Scienze sociali a Shenzhen, sottolinea che la proposta ha “l’essenziale” sostegno del governo centrale.

Di certo Pechino vuole ripensare l’attuale sistema di potere, pieno di corruzione che causa ingiustizie e proteste sociali. Appena due giorni fa sono state rinviate le elezioni nel distretto di Longgang (Guangdong) dove la popolazione ha denunciato che i 4 candidati, tutti funzionari al potere da anni, hanno offerto fino a 2mila yuan (200 euro) per ogni voto. Lamentano anche che hanno venduto di nascosto la terra del distretto a privati, intascando i soldi. La gente è sfiduciata, si aspetta che anche la promessa indagine ufficiale non riveli la verità e che sarà poi candidato qualcuno sodale con questo gruppo.

Per questo gli abitanti di Taiping (città di Dongsheng) si sono fatti giustizia da soli: il 25 maggio in migliaia hanno assalito la casa dell’ex loro sindaco Lu Shuaidai e l’hanno malmenato. Lo accusano di brogli elettorali a favore del suo candidato che ha vinto le elezioni di sindaco del 19 maggio e, soprattutto, di avere espropriato i loro terreni pagando troppo poco. Il governo di Dongsheng ha subito stanziato 20 milioni di yuan per i 7mila abitanti di Taiping e ha annullato le elezioni, rinviate a data da destinarsi. (PB)

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