Sito vaticano: 'Il vescovo Jia evangelizzatore che non si lasciò mai scoraggiare'

Sulla pagina cinese di vatican.va il ricordo del vescovo "sotterraneo" dell'Hebei morto nei giorni scorsi all'età di 90 anni. Restrizioni da parte delle autorità anche per i funerali tenuti a Jinzhou. Nel vuoto delle sedi vacanti rispunta p. Dong, che si era autonominato vescovo (senza il consenso di Roma) è che già mons. Jia aveva indicato come "scomunicato" per la sua disobbedienza.

Milano (AsiaNews) - Un vescovo che “non si lasciò mai scoraggiare” ma fece ogni sforzo “per promuovere l’evangelizzazione, formare i sacerdoti e prendersi cura dei bambini disabili, mantenendo sempre la comunione con il papa”. Con queste parole pubblicate in una notizia apparsa per il momento solo sulla pagina in lingua cinese, il sito VaticaNews ha ricordato ieri la figura di mons. Giulio Jia Zhiguo, il vescovo (sotterraneo) di Zhengding di cui AsiaNews ha dato il 28 ottobre la notizia della morte all’età di 90 anni.

Nel breve testo si ricorda come mons. Jia solo dopo un “un lungo e travagliato periodo di formazione” il 7 giugno 1980 poté essere ordinato sacerdote dal vescovo di Baoding, mons. Pietro Fan Xueyan, che pochi mesi dopo - clandestinamente - lo consacrò vescovo della vicina diocesi di Zhengding in quella provincia dell’Hebei che è una delle più rilevanti per la presenza crisiana in Cina. “Durante un’epoca difficile e complessa - ricorda il sito di informazione della Santa Sede - mons. Jia svolse il suo ministero pastorale affrontando rapporti tesi con le autorità civili, che talvolta comportarono gravi limitazioni alla sua libertà personale. Nonostante tutto, non si lasciò mai scoraggiare”. Nella breve nota il sito dei media vaticani spiega che l’odierna diocesi di Zhengding (non riconosciuta come tale dal governo cinese ndr) “conta circa 130mila fedeli, numerosi sacerdoti al suo servizio e la presenza di alcune comunità religiose diocesane”.

Intanto fonti di AsiaNews nella provincia dell’Henan hanno raccontato che le autorità locali hanno cercato di scoraggiare i fedeli a partecipare persino alle esequie di mons. Jia, che si sono tenute il 31 ottobre a Jinzhou.

La morte dell’anziano presule ripropone inoltre la questione dell’alto numero di sedi episcopali vacanti in Cina, con il rischio del moltiplicarsi di situazioni confuse. All’indomani dei funerali il 1 novembre, infatti, p. Paolo Dong Guanhua - un sacerdote “sotterraneo” in polemica con Roma che già nel 2016 aveva sostenuto di essere stato ordinato vescovo, ma senza il mandato papale - ha diffuso un messaggio in cui si autoproclama come nuovo ordinario di Zhengding. Una pretesa senza fondamento: era stato infatti lo stesso vescovo Jia Zhiguo, nove anni fa, a chiarire che la sua ordinazione è illegittima. “Per il fatto che Dong Guanhua si è fatto ordinare vescovo in modo privato e si è insediato l’11 settembre 2016 – aveva scritto - Dong e colui che lo ha ordinato hanno violato il Canone 1382 del Diritto canonico, e sono soggetti alla [immediata scomunica] latae sententiae”. Un’ulteriore prova della fedeltà profonda al papa di questo grande vescovo dell’Hebei.

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