Taiwan inaugura un progetto solare a Taiping, per controllare le Spratly

Dietro la promozione delle energie alternative, il vero obiettivo: estendere la propria influenza su un isolotto strategico nel Mar cinese meridionale. La zona è al centro di un’aspra contesa fra le nazioni dell’area Asia-Pacifico. Il progetto ha un valore di circa 770mila dollari e sarà completato in sei mesi.

Taipei (AsiaNews/Agenzie) – Il governo di Taiwan ha avviato l’installazione di un sistema di pannelli solari, per sopperire – almeno in parte – al bisogno energetico dell’isolotto di Taiping. Esso si trova all’interno delle isole Spratly che, insieme alle Paracel, formano una parte del Mar cinese meridionale al centro di un’aspra contesa fra Pechino e diverse nazioni del Sud-est asiatico. Taipei occupa da decenni questa piccola porzione di territorio all’intero dell’arcipelago; analisti ed esperti di politica internazionale giudicano la mossa del governo taiwanese un “approccio morbido”, volto a rafforzare l’egemonia e il controllo dell’isolotto.

Il 7 settembre scorso si è tenuta la cerimonia inaugurale del progetto, in un parco poco distante dal piccolo aeroporto dell’isolotto. La scelta di realizzare un impianto solare a Taiping, con tanto di evento pubblico, sembra confermare la linea adottata dal presidente Ma Ying-jeou, che mira a ribadire la sovranità territoriale di Taiwan sulle isole Spratly. Alla cerimonia inaugurale del progetto – del valore di circa 770mila dollari – hanno partecipato funzionari degli Interni e della Difesa, la Guardia costiera di Taiwan (CGA) e ingegneri della Taiwan Power Company.

Il progetto a energia solare – pronto in sei mesi – rimpiazzerà il generatore elettrico a gasolio, come prima fonte di produzione di corrente nell’isola entro il prossimo anno. Esso sarà in grado di generare circa 120kilowatt di energia, contribuendo a diminuire l’uso di carbone e a preservare ecosistema e ambiente “per uno sviluppo sostenibile del Mar cinese meridionale”, ha spiegato Hu Chung-an, portavoce CGA.

L’isolotto di Taiping è il più grande dell’arcipelago e il solo a disporre di acqua dolce tra tutte le isole che compongono le Spratly, al centro di una contesa internazionale che comprende l’intera area dell’Asia-Pacifico. Dal marzo scorso si registrano continue tensioni fra Pechino, Manila e Hanoi per il controllo di porzioni sempre più vaste di territorio, mentre Taipei ha mantenuto un atteggiamento più moderato e prudente.

Fra le nazioni della regione Asia-Pacifico, la Cina è quella che avanza le maggiori rivendicazioni in materia di confini marittimi, fra cui le isole Spratly e l’arcipelago Paracel (cfr AsiaNews, 07/05/2010 Tokyo e Hanoi sfidano la sovranità cinese sul Mar Orientale). La sua egemonia riveste un carattere strategico per il commercio, lo sfruttamento di petrolio, materie prime e pescato. A contendere le mire espansionistiche di Pechino vi sono il Vietnam, le Filippine, la Malaysia, il Sultanato del Brunei e Taiwan, cui si uniscono la difesa degli interessi strategici degli Stati Uniti nell’area.

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