Taiyuan, capitale del carbone, mette al bando il carbone

È stata fra le 10 città più inquinate al mondo. Nel 2016 è stata la più inquinata della Cina. Dal bando sono escluse le ditte statali che producono acciaio e energia. Circa 134mila famiglie passeranno dal riscaldamento a carbone a quello elettrico o a gas.

Taiyuan (AsiaNews/Agenzie) - La città di Taiyuan, centro per la produzione del carbone, mette al bando la vendita, il trasporto e l’uso del carbone per ridurre l’altissimo inquinamento. Il divieto è in atto dal 1° ottobre.

La città del nord dello Shanxi ha prodotto lo scorso anno il 24,3% della produzione nazionale di carbone. Essa è anche fra le città più inquinate del Paese e la peggiore in assoluto nel 2016 per i livelli di anidride solforosa (SO2). In passato è stata messa nell’elenco delle 10 città più inquinate del mondo.

Il bando sarà applicato a individui e compagnie, escluse quelle statali che producono acciaio e energia.

Secondo Xinhua, la messa al bando del carbone porterà a una riduzione di oltre 2 milioni di tonnellate nell’uso del carbone, circa il 90% dell’uso totale nella città. La città si è impegnata a rinnovare gli strumenti di riscaldamento per 134mila famiglie nelle zone urbane e rurali, cambiando stufe e cucine a carbone con strumenti elettrici o a gas naturale.

Taiyuan ha circa 4,2 milioni di abitanti. Si prevede che con il controllo delle polveri sottili e degli scarichi di auto, nel 2017 ci sarà una riduzione del 45% del PM2,5 e dell’anidride solforosa; i giorni di alto inquinamento si ridurrano del 40%, fino a 22 giorni.

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