Washington, nulla di fatto dalle trattative: nuovi dazi per 16 miliardi di dollari

Il 22 e 23 agosto le trattative a Washington. Gli Stati Uniti chiedono alla Cina leggi chiare sulla proprietà intellettuale e sulla concorrenza sleale dei finanziamenti di Stato. Per gli Stati Uniti, l’attuazione della riforme è l’unica condizione per intavolare le trattative. La nuova trance di dazi colpisce il manifatturiero legato al “Made in China 2025”. Frenano le borse asiatiche.

di Francesco Graffagnino

Washington (AsiaNews/Agenzie) - Due giorni di colloqui finiti con un nulla di fatto: le trattative, tenutesi a Washington il 22 e 23 agosto, non hanno evitato la nuova tranche di dazi per un valore di 16 miliardi di dollari. Il portavoce della Casa Bianca Lindsay Walters ha dichiarato: “Abbiamo concluso due giorni di discussioni con le controparti cinesi e ci siamo scambiati opinioni su come raggiungere l'equità, l'equilibrio e la reciprocità nelle relazioni economiche”.

A guidare le delgazioni: il sottosegretario americano al Tesoro David Malpass e il vice ministro cinese del commercio Wang Shouwen, scelto da Xi Jinping al posto di Liu He. Al centro delle discussioni non solo i dazi, ma anche le “questioni strutturali” della Cina. La parte statunitense ha accusato i cinesi di violazione della proprietà intellettuale e di concorrenza sleale a causa dei sussidi governativi alle aziende. “Affinché possiamo ottenere un risultato positivo da questi impegni, è davvero fondamentale che [la Cina] affronti le preoccupazioni che abbiamo sollevato”, ha detto un funzionario presente alle trattative.

Le ultime tariffe di Washington si applicano a 279 categorie di prodotti: semiconduttori, plastiche, prodotti chimici, infrastrutture ferroviarie. Questi rientrano nel piano industriale “Made in China 2025”. L’elenco dei dazi cinesi colpisce 333 prodotti statunitensi: carbone, rame, combustibili, prodotti di acciaio, autobus e attrezzature mediche.

Le borse asiatiche oggi hanno chiuso in ribasso dopo la notizia che le trattative sono state infruttuose. Lo yuan cinese onshore cede lo 0,2% e si ferma a 6,8916 per dollaro, il dato più debole della settimana.

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