Cebu (AsiaNews/Agenzie) – Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha chiesto al presidente francese Jacques Chirac di mantenere l’embargo dell’Unione europea per la vendita di armi alla Cina. E ieri il premier cinese Wen Jiabao ha invitato Abe a Pechino.
Nei giorni scorsi, durante la sua visita a quattro Stati europei (Gran Bretagna, Germania, Belgio e Francia) Abe ha detto ai vari leader incontrati che “togliere l’embargo controla Cinaper la vendita di armi avrebbe conseguenze sulla sicurezza dell’Asia orientale”. Da 18 anni Pechino dedica più del 10% del bilancio all’incremento della sua forza militare, cosa che Giappone e Stati Uniti vedono collegata alla situazione nelle stretto di Taiwan. Il bando è stato posto dopo il massacro di piazza Tiananmen nel 1989, per il quale Pechino non ha mai fatto ammenda.
Molti Stati europei sono però favorevoli a togliere il divieto. Chirac, durante l’incontro con Abe del 12 gennaio, ha sottolineato l’importanza delle buone relazioni sino-nipponiche, ma non ha fatto commenti sull’embargo.
Di ritorno dall’Europa, ieri Abe è giunto a Cebu (Filippine) per il 2° Summit dei Paesi dell’Asia orientale, dove ha incontrato Wen e il presidente sud coreano Roh Moo-hyun, nel primo colloquio da due anni tra i leader dei tre Stati. Al termine hanno “espresso soddisfazione per i recenti sviluppi delle reciproche relazioni” e auspicato maggiore collaborazione commerciale e finanziaria. Negli anni scorsi Seoul e Pechino avevano criticato l’ex premier Junichiro Koizumi per le sue visite al tempio Yasukuni dove sono ricordati anche criminali di guerra giapponesi.
Wen ha confermato il desiderio di recarsi a Tokyo in aprile e ha invitato Abe a Pechino per la metà del 2007, quale segno del miglioramento delle relazioni tra i due Stati.
Wen ha sottolineato gli sforzi congiunti dei due Paesi per migliorare i rapporti, ma non ha nascosto che gli stessi “debbono ancora affrontare molte difficoltà e questioni”. L’ultimo leader cinese a visitare il Giappone è stato l’allora premier Zhu Rongji nell’ottobre 2000.
A Cebu Abe ha invitatola Cinaa fare “maggiori sforzi” per convincerela Coreadel Nord a seri negoziati sul nucleare. Secondo Abe, Pyongyang può essere sensibile alle pressioni finanziarie di Pechino, con cui ha importanti commerci. I tre leader hanno rivolto un invito congiunto alla Corea del Nord per trovare “una soluzione pacifica della questione nucleare della penisola, attraverso il dialogo e il negoziato”. La dichiarazione domanda anche a Pyongyang di dare risposta “alle preoccupazioni umanitarie della comunità internazionale”, con riferimento ai giapponesi rapiti tra gli anni ’70 e ’80. (PB)










