Busan, la storia di una profuga nordcoreana apre il Festival del cinema

Scelto perché è il racconto di una famiglia distrutta e poi ricostruita. Direttore: abbiamo tenuto conto dell’attualità dell’argomento. Per la 23ma edizione del Festival saranno proiettati 323 film di 79 Paesi.

di Maddalena Tomassini

Busan (AsiaNews/Agenzie) – Il dolore di una giovane donna, una famiglia distrutta e ricostruita: è il tema di “Beautiful Days”, la pellicola che narra la storia di una giovane profuga nordcoreana e che il mese prossimo aprirà il Busan International Film Festival.

Il film, diretto da Yun Jero, con protagonista Lee Na-young (v. foto), segue i passi di una donna che fugge dalla Corea del Nord al Sud attraverso la Cina, lasciandosi alle spalle il marito e il figlio. Passano 16 anni, e la donna incontra il bambino ormai cresciuto, che nutre verso di lei un forte risentimento. “Abbiamo fatto attenzione a quattro cose, in termini di avanzamento della storia del film – spiega Jeon Yang-jun, direttore esecutivo del festival – sebbene parli della disintegrazione di una famiglia, in ultimo racconta una storia di ricongiungimento familiare. Abbiamo tenuto conto dell’attualità dell’argomento”.

La 23ma edizione del Festival si terrà fra il 4-13 ottobre in cinque cinema del Paese, incluso il Busan Cinema Center, a Busan (325 km a sud-est di Seoul). Verranno proiettati 323 film di 79 Paesi, e includerà le prime di 115 produzioni, di cui 30 corti. L’ultima opera del direttore hongkongese Yuen Woo-Ping, “Master Z: The Ip Man Legacy”, chiuderà il festival.

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