Corea: si incontrano le famiglie divise, ma la tensione cresce

E' la tredicesima volta dal primo, storico incontro avvenuto nel 2000. Rimane alta la tensione fra le due Coree per le prossime esercitazioni militari con gli Usa, "nazione straniera ed ostile".

di Theresa Kim Hwa-young

Seoul (AsiaNews) – E' in corso una nuova sessione di  "riunificazione delle famiglie coreane", evento che prosegue "su base stabile" dopo il primo, storico incontro dell'agosto 2000. Questa è infatti la 13° volta che Seoul e Pyongyang si accordano per permettere il ricongiungimento familiare dei cittadini della penisola.

La nuova sessione è divisa in due parti: la prima, che terminerà il 22 marzo, è composta da un gruppo composto da 99 cittadini della Corea del Sud, che ha ottenuto il permesso di riabbracciare i parenti dall'altra parte del confine che divide la penisola, un totale di 270 persone. Un secondo gruppo, di 430 persone, si rivedrà dal 23 al 25 marzo.

Fra questi vi è Seo Soon-ae, 66 anni, che rivede dopo 37 anni di separazione il marito Cheon Moon-seok, 76 anni, rapito da agenti della sicurezza nordcoreani mentre pescava nei pressi dell'isola Yeonpyeong. Fra gli altri "oramai cittadini nordcoreani", vi sono detenuti politici e presunte spie del Sud chiuse nei lager dopo la fine della guerra civile.

Gli incontri avvengono in un albergo alle pendici del monte Kumgang, vetta contesa sin dalla fine della guerra civile coreana (1950-1953), ma de facto governata da Pyongyang, e sono organizzati dalla Croce rossa di entrambi i Paesi.

Questa sessione assume un valore particolare, perchè avviene in concomitanza con le esercitazioni militari congiunte fra gli Stati Uniti e la Corea del Sud. Pyongyang ha duramente criticato la decisione di organizzare la settimana di esercitazioni, che inizia il 25 marzo, ed ha denunciato la presenza di militari di "un Paese straniero ed ostile" nella parte sud della penisola coreana.

Per dimostrare il proprio disappunto, il governo del regime stalinista ha minacciato la soppressione di questo incontro ed ha annullato la visita del ministro sudocreano dell'Unificazione, Lee Jong-seok, e le riunioni preliminari per studiare lo sfruttamento congiunto delle risorse ittiche del Mar Orientale.

Un messaggio telefonico dal governo di Seoul ed una petizione presentata dai cittadini hanno convinto Pyongyang a concedere il permesso per gli incontri.

 

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