Seoul (AsiaNews/Agenzie) Il "caro leader" nordcoreano, Kim Jong-il è scomparso dalla scena pubblica dopo i test missilistici che il mese scorso gli hanno attirato la condanna internazionale e le sanzioni del Consiglio di sicurezza Onu. Il leader dell'impenetrabile Paese comunista non compare più sui media nazionali dal 4 luglio, quando ha visitato una fabbrica di copertoni, un giorno prima del lancio dei missili. Il blackout mediatico ha sollevato voci su possibili problemi interni al regime e sulla cattiva salute di Kim. Il leader 64enne di rado si sottrae all'attenzione pubblica in Corea del Nord, dove gode di un'aurea semi-divina. Le sue ispezioni a campi, fabbriche e basi militari sono il costante pezzo forte dei media di Stato.
Esperti in Corea del sud notano che non vi è stata neppure notizia del tradizionale omaggio del "caro leader" al defunto padre Kim Il-sung, l'8 luglio. Al di là di sporadiche assenze - come quella durata 40 giorni nel 2003 Kim non ha mai mancato la visita annuale al mausoleo del padre, morto nel 1994 e ancora ritenuto il presidente della Corea del nord.
Voci pubblicate ieri sul quotidiano sudcoreano Dong-A Ilbo sostengono che Kim si sia ritirato per studiare una serie di questioni di politica interna e estera. Secondo Paik Hak-soon, osservatore della Corea del nord al Sejong Institute, "l'ipotesi più probabile è che sia immerso nel pensare a come gestire la forte pressione internazionale suscitata dai test missilistici".
Nella notte fra il 4 ed il 5 luglio, Pyongyang ha effettuato 7 test missilistici, che hanno scatenato un'ondata di proteste da parte della comunità internazionale. I lanci sono avvenuti nonostante le minacce di Stati Uniti e Giappone, ma anche a dispetto delle richieste di Cina e Russia, alleati tradizionali del regime stalinista. A metà luglio una risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu ha imposto alla Corea del Nord sanzioni, che colpiscono l'import-export di materiale e tecnologia missilistica e chiesto "l'immediata sospensione dei test condotti con i missili balistici".
Altri analisti ricordano che pure la prolungata assenza nel 2003 aveva coinciso con l'aumento delle tensioni per la questione nucleare e aggiungono che forse Kim è preoccupato per la sua sicurezza.










