I giovani sud coreani contrari a un intervento Usa contro Pyongyang

In caso di intervento militare Usa senza il consenso di Seoul la maggior parte dei giovani intervistati è favorevole ad una alleanza con Pyongyang. "Non è un sentimento ostile agli Usa – dichiara un esperto di politica sud coreano - ma una opposizione a gestire la crisi con l'uso della forza".

di Theresa Kim Hwa-young

Seoul (AsiaNews) - Se Washington deciderà di attaccare gli impianti nucleari della Corea del Nord senza il consenso del governo sud coreano, Seoul dovrebbe allearsi con Pyongyang. È questa, secondo i risultati di un'indagine condotta dal "Korea Times", l'opinione del 47,7% dei giovani sud coreani.

L'indagine è stata fatta dal 16 al 19 febbraio su un campione di 1000 giovani che si presenteranno per la prima volta alle urne per le elezioni presidenziali del 2007.

Il 40,7% degli intervistati ha invece dichiarato che in caso di guerra Seoul dovrebbe rimanere neurale, mentre l'11,6% si è detto favorevole ad una alleanza con gli Usa.

"Ritengo che i risultati dell'indagine non esprimono un sentimento di ostilità nei confronti degli americani", ha dichiarato al telefono Kim Soo-jin, insegnante di politica all'Università "Ewha Womans" di Seoul. "Piuttosto – continua – interpreterei il dato come una opposizione dei giovani a risolvere la crisi della gestione del nucleare attraverso l'uso della forza".

I giovani sud coreani sono stati interpellati anche riguardo agli aiuti di Seoul a Pyongyang: il 46,2% ha detto che il livello attuale è inaccettabile, e il 28,1% ha detto che andrebbe ridotto. La Corea del Sud ha fornito nell'ultimo anno a Pyongyang aiuti pari a 1,2 trilioni di won (1 miliardo di US$). La somma è pari allo 0,16% del reddito nazionale lordo della Corea del Sud.

Per quel che riguarda i rapporti fra le due Coree, il 54,1% dei giovani spera in una riunificazione pacifica, mentre il 35,5% ha detto che la situazione può rimanere invariata, l'importante è una coesistenza pacifica.

Quasi il 40% degli intervistati ritene che la Cina sia il partner economico più importante con cui mantenere ottime relazioni. Secondi gli Usa con il 18,4% delle preferenze e terza la Corea del Nord con il 18%.

In caso di conflitto tra Cina e Taiwan, e successivo intervento di Washington, il 56,2% ha detto che la Corea dovrebbe rimanere neutrale. Questo nonostante gli Stati Uniti siano considerati l'alleato più importante del Paese da quando hanno partecipato a fianco di Seoul alla guerra di Corea dal 1950 al 1953. Quasi il 22% degli intervistati è invece favorevole ad una cooperazione con gli Usa mentre il 16,8% ha detto che Seoul si dovrebbe opporre all'intervento.

Per quanto riguarda le elezioni presidenziali del 2007, il 20,1% dei giovani sceglie Park Geun-hye, presidentessa del "Grand National Party" (Gnp), il più grande partito d'opposizione. Lee Myung-bak, sindaco di Seoul del Gnp, è secondo con il 18,5% delle preferenze. Seguono l'ex primo ministro Goh Kun (14.6%), e Chung Dong-young (8,5%), presidente del partito di maggioranza Uri.

Nelle prossime elezioni amministrative di maggio il 36% dei giovani vedono favorito come sindaco un'altra donna, Kang Kum-sil, ex ministro della giustizia e componente del partito Uri, che però non ha ancora dichiarato la sua candidatura.

Metà degli intervistati si dicono progressisti, e il 21% conservatori. Riguardo il futuro, il 43% degli intervistati è ottimista, il 15,4% è invece pessimista.

Nelle elezioni presidenziali del 2007 ci saranno 4,2 milioni di votanti in più, nati fra il dicembre 1982 e il dicembre 1988, dato che l'anno scorso il governo ha abbassato l'età degli aventi diritto al voto a 19 anni.

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