I sudcoreani chiedono un “dialogo attivo” con Pyongyang, ma restano diffidenti

È quanto emerge da una recente inchiesta dell’Istituto coreano per l’unificazione nazionale (Kinu). L’86,7% vorrebbe un terzo summit inter-coreano e la maggioranza auspica una politica improntata al dialogo. Tuttavia, l’immagine della Corea del Nord è peggiorata per la rigidità del regime e le difficili relazioni fra i due Paesi.

di Theresa Kim Hwa-young

Seoul (AsiaNews) – La grande maggioranza dei sudcoreani ritiene che il presidente Lee Myung-bak debba promuovere un “dialogo attivo” con Pyongyang. È quanto emerge da un sondaggio commissionato dall’Istituto coreano per l’unificazione nazionale (Kinu), secondo cui l’86,7% dei cittadini sostiene l’idea di “un nuovo summit inter-coreano”, sul modello di quelli tenuti nel 2000 e nel 2007. Solo il 13,3% si dice contrario alla proposta. Tuttavia, la visione complessiva dei sudcoreani sulla Corea del Nord diventa sempre più “negativa”.

 

I risultati dell’inchiesta – effettuata su un campione di 1000 cittadini – verranno illustrati la settimana prossima in un convegno all’hotel Lotte a Sogong, sobborgo di Seoul, e intitolato: “I risultati dell’amministrazione Lee nella politica nordcoreana nei primi due anni e le direzioni future”.

 

Alla domanda su quale sia il comportamento che il governo deve mantenere, il 54,1% ha risposto che deve privilegiare il dialogo. Un altro 27,6% chiede l’uso di “metodi indiretti”, mediante cooperazione con la comunità internazionale. Dall’altro lato, il 14,9% suggerisce l’adozione di una “politica passiva” di attesa, mentre solo il 6,1% invoca “pressioni continue”. Il Kinu sottolinea come la visione generale dei sudcoreani verso Pyongyang sia improntata al dialogo; pochissimi, invece, sono favorevoli alla fermezza o all’ostilità nei confronti del regime stalinista del Nord.

 

Tuttavia, la maggioranza ritiene che la politica del presidente Lee – aiuti in cambio della denuclearizzazione della penisola – sia utile per risolvere la minaccia atomica di Pyongyang (53% dei pareri favorevoli, 47% contrari). Una politica, quella del governo, che trova concordi il 58,6% dei sudcoreani, contro un 41,6% che si dichiara in disaccordo.

 

In generale, l’opinione dei cittadini del Sud verso la Corea del Nord è peggiorata sotto l’amministrazione Lee. Il 56,4% degli abitanti del sud considera sotto una “cattiva luce” il vicino, mentre il 43,8% rimane “diffidente” e il 12,6% “ostile”. Risultati molto diversi rispetto a quelli raccolti nel 2005, quando solo il 31,1% ha risposto in modo negativo. L’inversione di rotta verso il Nord è giustificata dalla rigidità mostrata dal regime di Pyongyang e dalle difficili relazioni fra i due Paesi, più volte sull’orlo di un conflitto – almeno a parole – negli ultimi due anni.

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