Influenza A: Pyongyang accetta l’offerta “incondizionata” del Sud per contenere la pandemia

La Corea del Nord ha accettato l’invio di medicinali e conferma nove casi di contagio. Chiusura delle scuole elementari e medie. Ong sud-coreana riferisce di sette decessi da H1N1. Si è conclusa oggi la tre giorni di vista ufficiale del diplomatico Usa a Pyongyang.

di Theresa Kim Hwa-young

Seoul (AsiaNews) – Pyongyang accetta l’offerta “incondizionata” del presidente sud-coreano Lee Myung-bak di aiuti e medicinali al Nord, per contenere la pandemia da H1N1. Il Ministero nord-coreano della sanità conferma nove casi di contagio e ordina la chiusura delle scuole elementari e medie. Intanto si è conclusa la visita dell’inviato statunitense in Corea del Nord, voluta dal presidente Usa Barack Obama per risolvere la questione nucleare e dare un nuovo impulso ai negoziati a Sei.

 

Chun Hae-sung, portavoce del Ministero sud-coreano per l’unificazione, afferma che il Nord ha accettato l’offerta di medicinali per contenere la diffusione della nuova influenza. Dal Ministero aggiungono che “verranno inviati anche aiuti umanitari” e precisano che la scelta “non nasconde doppi fini”.

 

Ieri l’agenzia ufficiale nord-coreana Kcna ha ammesso che il virus H1N1 ha raggiunto il Paese. I nove casi di contagio sono stati riscontrati nella capitale e a Shinuiju, capoluogo della provincia di North Pyongan, al confine con la Cina. Le autorità di governo sottolineano che la chiusura delle scuole è una misura “precauzionale” per contenere la pandemia. Fonti anonime in Corea del Nord di The Daily NK ribattono che il provvedimento è da legare, invece, alla mancata conversione del prezzo di carbone e legname dopo la decisione di cambiare d’imperio la moneta nord-coreana.

 

Di recente l’ong Good Friends, con base a Seoul e attiva nel Nord, ha diffuso un rapporto in cui spiega che “un nuovo tipo di influenza” sarebbe la causa di una serie di decessi a Pyongyang e Shinuiju. Tra le vittime – sette in totale – vi sarebbero tre studenti universitari e due operai di imprese edili dello Stato.

 

Oggi, infine, si è conclusa la visita di tre giorni di Stephen Bosworth, inviato speciale Usa, in Corea del Nord. Il diplomatico statunitense, il primo a vistare Pyongyang sotto l’amministrazione Obama, ha definito l’incontro “molto utile”, ma non ha voluto diffondere ulteriori dettagli. Al centro dei colloqui la questione nucleare nord-coreana, le sanzioni della comunità internazionale e il tentativo di dare un nuovo impulso ai negoziati a Sei, che comprendono Cina, Stati Uniti, Corea del Nord, Corea del Sud, Giappone e Russia.

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