Hong Kong (AsiaNews) "Spero che il mio nuovo incarico mi dia anche maggiori opportunità di contribuire al benessere del popolo nordcoreano. Per questo motivo preferirei che l'attenzione dei media fosse dirottata, anziché su di me, sulla Corea del Nord, dove ci sono 23 milioni di persone che lottano per sopravvivere, soffrendo ogni giorno". Käthi Zellweger - operatrice umanitaria di origine svizzera, membro della Chiesa protestante - commenta così il nuovo impegno assunto da pochi giorni a Pyongyang, dove, per conto del governo svizzero, gestirà progetti di carattere sociale e assistenziale in favore della popolazione più bisognosa.
Nei giorni scorsi la Zellweger ha lasciato Hong Kong, dopo la bellezza di 28 anni di lavoro a servizio di Caritas internationalis: la gestione dei programmi Caritas in favore della Corea del Nord, infatti, è passato da Hong Kong alla Corea del Sud e sarà gestito da Seul.
Per il suo impegno a favore della popolazioni più bisognose, il 19 ottobre scorso Käthi Zellweger è stata decorata dalla Santa Sede come Dama di san Gregorio Magno, una delle onorificenze più prestigiose. "Nemmeno i colleghi della Caritas commenta - ne erano al corrente. Per quanto ne posso sapere io, è stata un'iniziativa della Segreteria di Stato". Mondo e Missione ha raccolto un'intervista esclusiva a Käthi Zellweger, realizzata da padre Gianni Criveller, missionario del Pime a Hong. Kong. Nell'intervista (disponibile in versione integrale sul sito www.mondoemissione.it) la Zellweger ripercorre quasi tre decenni di impegno speso in favore dei poveri. Ha vissuto da protagonista alcune delle vicende più drammatiche della fine del millennio: l'esodo dei profughi vietnamiti, approdati a Hong Kong tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta; l'apertura della Cina, e delle sue sterminate province ai primi servizi sociali dopo decenni di totale isolamento negli anni Ottanta; il soccorso alle popolazioni stremate della Corea del Nord, a partire da metà anni Novanta.
Ed è proprio alla Corea del Nord, sotto il controllo di una dittatura tra le più ferree del pianeta, che va il pensiero della Zellweger. Com'è stato possibile il rapporto con un Paese così difficile? "La relazione con i funzionari locali non è sempre stata facile, c'erano alti e bassi. Anche in Cina era così ammette l'interessata - . Sono situazioni con cui devi convivere, ma occorre continuare a costruire fiducia, e muoversi con prudenza e calma". E aggiunge: "La Corea del Nord ti conquista, il popolo è eccezionale. La gente è determinata, e ha il coraggio continuare nonostante tutto, senza arrendersi".
Alla domanda su quale sia l'urgenza principale per quel Paese la risposta non si fa attendere: "La pace e la riconciliazione nella penisola coreana. Fino a che ci sarà solo una tregua, ma non una vera pace, sarà molto difficile avere dei cambiamenti significativi". (GF)










