Seoul (AsiaNews/Agenzie) – La dichiarazione nordcoreana di voler interrompere l’attività nucleare entro la fine dell’anno è stata accolta con diffidenza e poche aspettative, oprattutto dall’opinione pubblica sudcoreana e giapponese. La decisione di Pyongyang potrebbe aprire i confini nordcoreani agli aiuti umanitari statunitensi. Infatti gli Usa si sono impegnati ad offrire “assistenza immediata” alle migliaia di sfollati che dopo le alluvioni di luglio vivono nel Paese.
Secondo quanto dichiarato dal Segretario di Stato Usa Cristopher Hill al termine dei due giorni di colloqui con l’inviato nordcoreano, “Pyongyang si è impegnata ad interrompere il proprio programma nucleare entro la fine del 2007”. A questo punto, non vi sono ostacoli per la ripresa dei colloqui a sei (Cina, Stati Uniti, Giappone, Russia e le due Coree) sul completo disarmo nucleare della penisola.
Tuttavia, le promesse del regime stalinista non convincono tutti i partecipanti al tavolo dei colloqui. Secondo fonti anonime del governo nipponico, “passerà del tempo prima che ci si possa fidare di Pyongyang, che continua a puntare i suoi missili contro di noi”. Più dialogico l’atteggiamento di Seoul, che parla di “soddisfazione per le porte aperte” dal colloquio bilaterale e ricorda che “soltanto il dialogo potrà concludere pacificamente tutta la vicenda”.
Nel frattempo, non sembra migliorare la situazione degli alluvionati nordcoreani. Il governo di Washington ha chiesto alla Corea del Nord di poter inviare “tramite organizzazioni non governative”, aiuti umanitari e generi di prima necessità. La riposta sembra essere stata positiva, ma si attende il formale invito del governo di Kim Jong-il.










