Onu: Corea del Nord e diritti umani, situazione “pessima”

Il relatore speciale delle Nazioni Unite denuncia: due terzi della popolazione non riceve cibo e aiuti; il regime deve fermare le esecuzioni pubbliche e le punizioni per quanti cercano di fuggire. Pyongyang bolla il rapporto come “cospirazione politica”. Emittente sud-coreana avanza l’ipotesi di un nuovo vertice inter-coreano.

Seoul (AsiaNews/Agenzie) – Pyongyang deve cambiare in maniera radicale la “pessima” situazione dei diritti umani, bloccando le esecuzioni pubbliche e le punizioni per quanti vengono catturati e rimpatriati, dopo aver cercato rifugio all’estero. È quanto afferma Vitit Muntarbhorn, relatore speciale Onu per la Corea del Nord, secondo il quale “solo un terzo della popolazione” – pari a due milioni di persone – riceve gli aiuti stanziati dal Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite e l’emergenza cibo è a livelli “disperati”.

 

Muntarbhorn, professore thailandese, per sei anni ha studiato la situazione in Corea del Nord, pur non avendo mai ricevuto l’autorizzazione a entrare nel Paese. Egli ha presentato il suo ultimo rapporto, stilato con la collaborazione di agenzie umanitarie, ong e profughi nord-coreani, al comitato dell’Assemblea generale Onu che si occupa di diritti umani.

 

Un rapporto smentito con fermezza da Pak Tok-hun, vice-ambasciatore di Pyongyang alle Nazioni unite, che lo definisce “un documento di cospirazione politica, pieno di distorsioni, bugie e falsità, redatto da forze ostili”. Il diplomatico ha anche aggiunto che la politica di pressioni verso il suo Paese è “totalmente inutile” e rafforza “l’orgoglio nel nostro sistema a protezione dei diritti umani”.

 

Vitit Muntarbhorn chiede iniziative di lungo periodo che portino il regime comunista a sostituire la politica “dello Stato militarizzato” con una che guarda “prima di tutto al popolo”. Il relatore speciale Onu per la Corea del Nord invita la classe dirigente del Paese a garantire sicurezza e libertà personali, smantellando il penetrante sistema di sorveglianza diffuso in tutto il territorio.

 

Tra le emergenze da affrontare quella legata al cibo: a fronte di un miglioramento nei primi mesi del 2009, gli esperimenti missilistici e nucleari di Pyongyang nella scorsa primavera hanno fatto precipitare la situazione. Oggi, sottolinea Muntarbhorn, vi è un bisogno “disperato” di aiuti, perché due terzi della popolazione è a rischio fame. In passato si è più volte denunciato che gli aiuti, invece di arrivare alla popolazione, venivano sottratti dai vertici militari e dai funzionari di governo.

 

L’emittente televisiva sud-coreana KBS riferisce infine di un incontro segreto fra funzionari delle due Coree, avvenuto la scorsa settimana a Singapore. Al centro dei colloqui l’ipotesi di un nuovo vertice inter-coreano, sulla falsariga di quelli avvenuti nel 2000 e nel 2007. Indiscrezioni su un possibile incontro hanno cominciato a circolare dopo l’incontro fra il premier cinese Wen Jiabao e il “Caro leader” Kim Jong-il, svoltosi a Pyongyang a inizio ottobre. L’ufficio del presidente sud-coreano Lee Myung-bak non conferma né smentisce l’ipotesi di un vertice con il Nord.

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