Pyongyang in piazza piange Kim Jong-il (e i fallimenti di Kim Jong-un)

Il regime impone ai coreani all’estero di “non farsi vedere in pubblico” e di andare nelle ambasciate per inchinarsi all’altare funebre del defunto “Caro leader”. Eretta una statua del vecchio dittatore alta come quella del padre della patria, Kim Il-sung. Una fonte: “La gente piange perché mancano cibo e case, non per la morte del vecchio”.

Seoul (AsiaNews) - Centinaia di migliaia di persone hanno reso omaggio questa mattina alla memoria di Kim Jong-il, il "Caro leader" della Corea del Nord morto un anno fa. Dopo nove inchini (i rituali "kowtow" con cui si rende omaggio a un defunto), la folla riunita nella piazza centrale di Pyongyang ha pianto a scena aperta e si è disperata per la "scomparsa del grande eroe della rivoluzione". Tuttavia, come sottolineano diverse fonti, "i presenti, e tutti i nordcoreani, hanno pianto anche i fallimenti del regime".

Il lutto è durato in tutto 3 giorni. Il governo di Pyongyang ha imposto anche ai nordcoreani all'estero di "non farsi vedere in pubblico" e di recarsi invece nelle ambasciate del loro Paese "per piangere insieme a tutto il grande popolo coreano". A Dandong, in Cina, i diversi commercianti che vengono da Pyongyang sono scomparsi dalle strade; in tutte le ambasciate è stato eretto un altarino funebre per il dittatore defunto.

Nella capitale è stata eretta invece una statua del "Caro leader" alta quanto quella del padre, Kim Il-sung: un modo per sottolineare "l'eguale contributo" che i due hanno dato allo "sviluppo" del Paese. A fare il paragone è stato il presidente del Parlamento Kim Young-nam, che ha parlato al posto del nuovo dittatore Jong-un "troppo commosso" per pronunciare il proprio discorso.

Secondo Kim "l'intera vita di Kim Jong-il ha dato prova di eccezionalità. La sua energia sovraumana e il suo enorme spirito rivoluzionario hanno tenuto alta la bandiera rossa sulla nostra gloriosa nazione, e il suo impegno patriottico l'hanno difesa dalle enormi minacce che la circondano". Il riferimento è al programma missilistico nucleare che Pyongyang continua a portare avanti nonostante l'enorme costo in termini economici, umani, sociali e diplomatici.

Il lancio dell'Unha-3, il missile "meteo" che ha raggiunto con successo l'atmosfera terrestre, è stato celebrato come un successo della famiglia Kim: ogni giorno dal lancio, avvenuto la scorsa settimana, si celebrano manifestazioni "spontanee" per festeggiarlo. Con i soldi spesi per costruirlo e lanciarlo, il regime avrebbe potuto comprare 5,8 milioni di tonnellate di granturco sufficienti a sfamare 20 milioni di persone per 19 mesi.

Una fonte sottolinea: "Oltre alla morte di Jong-il, la Corea del Nord celebra anche un anno dalla presa di potere del nuovo dittatore. Che ha rilanciato, dopo i funerali del padre, lo slogan del nonno 'sfameremo il popolo con riso e zuppa di carne'. Bene, in questi 12 mesi le cose sono peggiorate per tutti: persino i militari hanno poco da mangiare, mentre i quadri di governo vengono epurati quasi ogni mese. È per questo che i nordcoreani piangono, non certo per la scomparsa del vecchio Kim". (JYL)

 

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