Pyongyang minaccia i voli civili sud-coreani. E cerca aiuti da Washington

Oggi seconda sessione di colloqui fra la rappresentanza Onu guidata dagli Stati Uniti e alti ufficiali dell’esercito nord-coreano. Il regime comunista dice di “non poter garantire la sicurezza” dei voli di compagnie sud-coreane che attraversano il suo territorio. Analisti giudicano la minaccia un disperato tentativo di attirare l’attenzione per ricevere nuovi aiuti.

Seoul (AsiaNews/Agenzie) – Questa mattina è iniziata la seconda tornata di colloqui fra la rappresentanza Onu, guidata dagli Stati Uniti, e alti ufficiali dell'esercito nord-coreano. L’incontro segue un proclama lanciato ieri dal regime di Pyongyang, il quale si è detto “costretto a dichiarare che non può garantire la sicurezza dei voli civili sud-coreani” che attraversano il suo territorio.

 

Ogni giorno una trentina di voli di linea internazionali, in partenza o diretti a Seoul, entrano nello spazio aereo nord-coreano; la concessione del governo comunista del nord rientra negli accordi sottoscritti nel 1997 fra Seoul e Pyongyang, sotto l’egida dell’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile.

 

Il governo sud-coreano ha dichiarato “disumana” la minaccia e chiede che essa venga “ritirata immediatamente”. Il pericolo riguarderebbe soli i voli di linea di compagnie di bandiera della Corea del Sud; la sicurezza dei voli delle compagnie internazionali sembra essere garantita. “È la prima volta – commenta il portavoce del ministero sud-coreano dell’Unificazione – che Pyongyang prende di mira i voli della Corea del Sud”. Per precauzione oggi due compagnie aeree sud-coreane hanno deciso di modificare le rotte dei loro voli, evitando lo spazio aereo nord-coreano.

 

Analisti internazionali giudicano l’ennesima minaccia lanciata da Pyongyang un tentativo di attirare l’attenzione del governo degli Stati Uniti e della comunità internazionale. In ballo vi sono aiuti economici e finanziamenti per il governo comunista del Nord, che investe miliardi in armamenti ma la cui popolazione è ridotta alla fame. “Non penso vogliano abbattere un aereo – commenta il russo Andrei Lankov, esperto di questioni nord-coreane – ma sono propenso a credere che vogliano attirare l’attenzione. Hanno paura di essere ignorati dagli Stati Uniti e di non ricevere più aiuti e concessioni”.

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