Pyongyang non vedrà la sua Nazionale in Coppa del Mondo: troppe provocazioni

Il governo di Seoul ha sempre pagato per i diritti televisivi anche nel Nord. Non quest’anno, nonostante la Nazionale del Nord si sia qualificata per il torneo. Il ministero dell’Unificazione attacca: “Dopo l’affondamento della Cheonan, non possono pretendere nulla”.

di Joseph Yun Li-sun

Seoul (AsiaNews) – Alla vigilia della partita inaugurale della Coppa del Mondo 2010, che domani apre i battenti in Sud Africa, è stato confermato che la Corea del Nord non vedrà l’evento sportivo. Nonostante la propria Nazionale si sia qualificata alla fase finale del torneo, uno dei risultati migliori per lo sport del Paese. Il governo, infatti, non ha comprato i diritti televisivi che permettono la trasmissione delle partite.

 

La mancata visione deriva dalle continue provocazioni militari messe in atto nel corso dell’anno da Pyongyang: dai colloqui sul disarmo atomico, oramai abbandonati da tempo, fino all’affondamento della corvetta sudcoreana Cheonan, che ha provocato un’escalation militare che ha portato la penisola sull’orlo di una nuova guerra civile.

 

Il detentore dei diritti televisivi della Coppa del Mondo per la Corea è la Sbs, che durante il periodo di disgelo fra Seoul e Pyongyang proiettava gratuitamente le partite anche al Nord. Ma l’era della “Sunshine Policy”, la politica di trattative fra i due Paesi, sembra essere finita e il governo del Sud – guidato dal conservatore Lee Myung-bak – non si è addossato le spese per i diritti.

 

Il ministero dell’Unificazione di Seoul, dicastero che si occupa della situazione nel Nord, ha chiarito che “la decisione è stata presa in seguito alle provocazioni militari. Non abbiamo chiesto noi a Pyongyang di costruire la bomba atomica o di compiere attacchi in mare. Dopo l’affondamento della Cheonan, non possono pretendere nulla”.

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