Seoul riporta i missili al confine con il Nord

Le armi hanno una gittata pari a 160 chilometri e possono svolgere funzioni di difesa o di attacco. Secondo alcuni analisti si tratta di un ritorno alla guerra di nervi fra le due Coree, dopo le provocazioni militari che Pyongyang ha compiuto lo scorso novembre.

Seoul (AsiaNews/Agenzie) - Il governo sudcoreano, guidato dal conservatore Lee Myung-bak, ha riportato al confine con la Corea del Nord il sistema missilistico tattico. Si tratta di un ritorno alla guerra di nervi fra Seoul e Pyongyang che i precedenti governi del Sud avevano cercato di pensionare.

Secondo l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap, il gesto è la risposta al bombardamento di un isolotto sotto il controllo di Seoul avvenuto lo scorso novembre per ordine di Pyongyang. Nell’attacco, in cui morirono 4 sudcoreani, molti analisti videro un’affermazione personale di Kim Jong-un, terzogenito ed erede del dittatore nordcoreano Kim Jong-il.

Lo Stato maggiore della Difesa di Seoul non ha confermato (o smentito) la notizia. Tuttavia, da alcuni mesi Seoul ha dichiarato di “preferire una risposta dura alle provocazioni del Nord”. I missili hanno una gittata di circa 160 chilometri e sono in grado di esercitare funzioni di difesa e di attacco.
 

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