Seoul (AsiaNews/Agenzie) – La televisione di Stato nordcoreana, uno degli ultimi esempi di pura propaganda che si possano trovare al mondo, ha trovato in un disertore del regime un’insolita antenna di risonanza. Lim Young-sun, soldato fuggito nel 1993 dalla Corea del Nord, ha infatti messo online un sito che trasmette per 7 ore al giorno gli inni al “caro leader” Kim Jong-il e al suo regno del terrore.
Nonostante la legge sudcoreana vieti ogni forma di propaganda nei confronti di Pyongyang, e punisca con durezza gli eventuali autori, per ora la Unification Broadcasting è ancora viva e trasmette proprio da Seoul. Il suo editore si difende: “Prima o poi le due Coree si riuniranno, e allora sarà utile conoscere meglio la controparte”. Per ora il sito – sptv.co.kr – attrae poche migliaia di utenti, ma Lim sogna di vedere l’accesso di milioni di visitatori, curiosi di capire come si viva al di là del confine.
Il segnale satellitare arriva a buona parte dell’Asia, Medio Oriente e Africa. Quello terrestre è bloccato dal governo sudcoreano, che secondo la Legge di sicurezza nazionale ha il potere di contrapporsi a ogni forma di sostegno per il Nord. Lim si ritiene soddisfatto dell’atteggiamento di Seoul: “Non siamo approvati dal governo, ma ci tollerano nell’ottica di creare un clima favorevole per la riunificazione”.
La maggior parte delle trasmissioni sono eulogie al dittatore e focus sui suoi rari viaggi all’estero o sulle visite compiute a caserme e fabbriche. Nel sito vi sono anche delle sezioni dedicate alla religione in Corea del Nord e al giudizio che il regime ha di Cina e Stati Uniti. Questi settori sono dominati dal pugno di ferro del regime: la libertà religiosa non esiste e Washington è indicata come la causa di tutti i mali del Nord. Per vivere, la televisione si affida a delle donazioni da parte dei privati.
La questione della riunificazione è molto importante per la Corea del Sud, divisa fra il timore per un’invasione di nordcoreani (senza istruzione e denutriti) e la voglia di accoglienza per questi fratelli dell’altra parte del confine. La Chiesa cattolica coreana è da sempre in prima linea su questo fronte, e tramite centri di preparazione al lavoro, corsi di lingua e seminari per i sudcoreani cerca di mitigare le paure del Sud. I nordcoreani fuggiti al Sud, però, sono ancora considerati dei paria sociali.
Seoul, una tv lavora per Kim Jong-il
Lim Young-sun, disertore del regime nordcoreano, ha messo online e sul satellite una parte delle trasmissioni della televisione di Stato nordcoreano. Il governo del Sud per ora tollera questa attività, ritenendola utile per l’unificazione, ma limita il segnale terrestre.










