Topolino attacca Pyongyang: “Rispettate il diritto d’autore”

Durante una celebrazione pubblica in onore del nuovo dittatore Kim Jong-un vanno in scena ballerini vestiti come Topolino, Minnie, la Bella e la Bestia e diversi altri personaggi Disney. Un portavoce della major: “Anche la Corea del Nord, come il resto del mondo, deve pagare il copyright”. È la prima volta che nel regime appaiono personaggi simbolo dell’odiato capitalismo occidentale.

di Joseph Yun Li-sun

Seoul (AsiaNews) - Dopo le tensioni internazionali con la Corea del Sud, gli Stati Uniti e persino la Cina, il regime stalinista della Corea del Nord si trova davanti un nuovo e temibile nemico: Topolino. Dopo aver mandato in onda uno spettacolo televisivo in onore del nuovo dittatore Kim Jong-un, in cui apparivano personaggi della Disney, la major statunitense ha infatti deciso di chiederne conto a Pyongyang.

La Corea del Nord "non ha alcun diritto di usare marchi registrati senza pagare i diritti d'autore. Nessuno di quel Paese ci ha chiesto di poter usare i nostri personaggi in uno spettacolo televisivo pubblico, e questo non è corretto". Lo ha detto un portavoce della Walt Disney Company, chiarendo che "si stanno studiando possibilità di rivalsa commerciale per ottenere il dovuto".

Il leader nordcoreano Kim Jong-un, terzogenito ed erede di Kim Jong-il, è apparso in televisione al fianco di Topolino e Winnie the Pooh durante un concerto dell'orchestra nazionale andato in onda sulla televisione di Stato, che ha mostrato due giorni fa le immagini dello spettacolo tenuto da attori vestiti come i più famosi personaggi della Disney davanti a Kim e a un gruppo di generali.

In alcuni momenti dello show sono state anche proiettate alcune immagini dei film "Dumbo" e "Biancaneve e i sette nani". Fra i costumi in scena c'erano Topolino, Minnie, la Bella e la Bestia e Biancaneve. Si tratta, hanno notato diversi analisti, di un gesto di apertura nei confronti dell'Occidente: il padre e il nonno dell'attuale dittatore non hanno mai permesso a questi simboli della "propaganda e del decadimento occidentale" di apparire nel Paese.

Secondo Jong-un, che ha permesso anche l'apertura di un fast-food e di una pizzeria a Pyongyang, "bisogna prendere il meglio dai Paesi di tutto il mondo e renderlo nostro, fare in modo che si allinei con la nostra rivoluzione".

 

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