Tre milioni di profughi dal Nord in caso di riunificazione fra le due Coree

Un rapporto ufficiale della Banca di Corea mette in guardia sui costi della riunificazione: circa 900 miliardi di dollari. Proposte nuove zone di cooperazione economica, unica strada per ridurre il divario fra le 2 nazioni.

di Theresa Kim Hwa-young

Seoul (AsiaNews) – Sono più di 3 milioni i profughi nordcoreani pronti ad scendere nel Sud in caso di riunificazione della penisola.

 

Lo afferma un rapporto ufficiale della Banca di Corea, che invita i governi di Pyongyang e Seoul a considerare “la possibilità di una cooperazione economica più stretta” nell’immediato futuro “per prevenire i disagi di una improvvisa unificazione”.

 

Se avvenisse oggi, infatti, la riunificazione delle 2 Coree “costerebbe a Seoul fra i 500 ed i 900 miliardi di dollari: è troppo ampio il divario economico fra le 2 nazioni, e quindi inevitabile l’esodo di profughi senza un soldo in tasca”.

 

Se invece la Corea del Sud “adottasse il modello tedesco, aiutare cioè la controparte prima e dopo la riunificazione, i costi si ridurrebbero di molto e, in meno di 40 anni, il divario si potrebbe appianare”.

 

Nel documento, la Banca propone inoltre ai 2 governi di “cercare insieme di ridurre il disavanzo economico, aumentando il numero di zone di cooperazione industriale che prevedano forza lavoro del Nord e capitali del Sud”.

 

In questo modo, il costo della riunificazione “scenderebbe fino a 300 miliardi, così come il periodo di distacco, che si appianerebbe in circa 13 anni”.

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