Corea, culle sempre più vuote: per il 13mo mese di fila registrate meno nascite

L'Ufficio nazionale di Statistica pubblica i dati sulla natalità: nel febbraio 2014 ci sono stati 2.800 parti in meno rispetto al gennaio 2013. Calano anche i matrimoni. La questione è divenuta un'emergenza nazionale: a rischio il sistema del welfare e lo sviluppo economico.

Seoul (AsiaNews) - Per il 13mo mese di fila, la Corea del Sud ha registrato un calo nel numero di nascite. La questione delle "culle vuote" minaccia sempre di più lo sviluppo sociale e la stabilità economica del Paese, che nel gennaio 2014 ha visto 2.800 parti in meno rispetto al gennaio del 2013 (un calo del 6,3 %). Un valore preoccupante, dato che al momento il tasso di natalità coreano si attesta sull'1,05 %, uno dei più bassi al mondo.

I dati sono stati pubblicati dall'Ufficio di Statistica nazionale, secondo il quale nel 2013 sono nati in totale 436.600 bambini: è il numero più basso registrato dal 2005, e rappresenta un calo del 9,9 % rispetto al 2012. L'Ufficio ha diffuso anche i numeri relativi ai matrimoni: nel gennaio 2014 le unioni sono state 26.900, un calo del 6,6 % rispetto all'anno precedente che ha visto 1.900 matrimoni in più.

Nonostante gli sforzi del governo e delle religioni per spingere le coppie a fare più figli i numeri continuano a calare. Ora l'intero sistema del welfare sociale - sanità e pensioni - è a rischio: consapevole di ciò, la Chiesa cattolica è da sempre impegnata in diversi programmi a sostegno della famiglia e della procreazione. Nel Paese anche i temi legati alla genetica e alla clonazione sono molto sentiti, dato che è qui che sono avvenuti i primi esperimenti legati alla riproduzione di cellule umane.

Nel luglio del 2012, l'Istituto coreano per la Salute e gli affari sociali ha ammesso il problema e ha chiesto al governo di intervenire con politiche a sostegno della famiglia. Secondo gli analisti "troppe persone evitano il matrimonio e l'idea di fare figli. Il governo deve mettere in atto un nuovo sistema che fornisca assistenza sanitaria e assicurazioni a coloro che decidono di mettere su famiglia. Serve inoltre un cambiamento della mentalità comune, forse il fattore più preoccupante".

In Corea del Sud, infatti, la crescita economica e l'affermazione professionale sono divenute il fulcro della vita di quasi tutti gli abitanti. Anche se in leggero aumento rispetto al 2003, i congedi di maternità nel 2013 sono stati circa 58mila. Questo perché, conclude il rapporto, "pensiamo che avere figli sia un male o almeno un problema. Invece è un bene".

 

 

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