Corea, dai vescovi un "conto Francesco" per i poveri

I presuli aprono un fondo destinato ai meno abbienti e agli emarginati. Il presidente uscente della Conferenza episcopale, mons. Kang, sprona i confratelli a "riformare anche la nostra vita. Dobbiamo ricordare la gioia del Vangelo e tenere sempre a mente il messaggio che il pontefice ha voluto affidarci con la sua visita pastorale".

di Pietro Kim Jaedeok

Seoul (AsiaNews) - La Chiesa coreana ha deciso di aprire un conto corrente bancario, intitolato a papa Francesco, destinato a opere di carità e sostegno dei poveri e degli emarginati. Lo hanno annunciato i vescovi del Paese dopo la riunione plenaria che ha eletto i nuovi vertici dell'episcopato nazionale. Il conto - anche noto come "Fondo Samaritano" - sarà operativo dall'inizio del 2015.

L'annuncio ufficiale è stato dato dal presidente uscente della Conferenza episcopale, il vescovo di Jeju mons. Pietro Kang U-il. Al termine del raduno, il presule ha spiegato l'iniziativa: "Come vescovi, abbiamo deciso di aprire questo conto anche per realizzare la 'gioia del Vangelo'. Per farlo, però, dobbiamo imparare a capire chi ci chiede un cambiamento anche della nostra vita".

In questo senso, ha aggiunto mons. Kang, "è importante capire che per avvicinarci ai nostri vicini, per ascoltare la loro voce, per solidarizzare con loro dobbiamo lasciare una vita ricca. Ricordiamo lo spirito della 'gioia del Vangelo' di papa Francesco e il messaggio che il pontefice ci ha affidato durante la visita in Corea di questa estate. E iniziamo una nuova via per la Chiesa coreana, con tutti i sacerdoti, i religiosi e i fedeli."

 

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