Covid-19: Seoul chiude le chiese per contenere una nuova ondata di contagi

I casi sono in crescita, soprattutto nella capitale. Il totale degli infetti è arrivato a 16.058. Il nuovo focolaio d’infezione è la setta pseudo-cristiana Sarang Jeil, che il 15 agosto aveva radunato decine di migliaia di persone per protestare contro il governo.

di Emanuele Scimia

Seoul (AsiaNews/Agenzie) – Per contenere una possibile nuova ondata di contagi da Covid-19, le autorità hanno imposto ieri la chiusura dei luoghi di culto, incluse le chiese, nell’area metropolitana della capitale. La Corea del Sud è considerata uno dei Paesi che ha gestito meglio la pandemia, ma negli ultimi giorni i casi di infezione sono tornati a crescere.

Il Centro nazionale di controllo delle malattie infettive ha registrato oggi 297 nuovi malati di coronavirus, portando il totale a 16.058. Con 568 infezioni, il più grande centro di diffusione del morbo polmonare è la setta pseudo-cristiana Sarang Jeil, la cui sede è nel nord di Seoul.

Lo scorso 15 agosto, contro le indicazioni del governo, il leader del gruppo religioso, il pastore Jun Kwang-hoon, ha organizzato un incontro di massa per celebrare il Giorno della Liberazione e per criticare l’esecutivo del presidente Moon Jae-in. Al raduno hanno partecipato decine di migliaia di persone.

Un’altra setta, la chiesa Shincheonji di Gesù, è stato il primo focolaio della malattia nel Paese, generando anche il numero maggiore di infetti (5.200).

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