Seoul (AsiaNews) - L'imminenza delle elezioni politiche (15 aprile) e lo shock dell'impeachment sembra che abbiano messo in azione molte buone energie e iniziato un movimento di catarsi anche a livello politico. Protagonisti i giovani e le donne. All'azione dei primi si deve l'impressionante crescita dal partito Uri, quello in favore del presidente "impedito" Roh Moo-hyun. Le donne, invece, stanno influendo positivamente tutto l'arco parlamentare.
I presidenti dei due maggiori partiti d'opposizione, volenti o nolenti, si sono messi da parte e al loro posto la base ha scelto due donne: Choo Mi-ae per il Partito Democratico del Millennio; Park Geun-hye per il Grande Partito Nazionale. La prima è chiamata la "Giovanna d'Arco della Corea" per la fermezza delle convinzioni e la testardaggine nel realizzarle. Non è improbabile, però, che la sua prima grande battaglia sia anche l'ultima: il suo partito, avendo perso la carica riformatrice degli inizi, è sull'orlo del precipizio.
Alla seconda guardano invece con speranza i tradizionali elettori del partito conservatore. Park Geun-hye è la figlia primogenita del defunto presidente Park Chung-hee, che dal 1963 al 1979 ha governato il paese con pugno di ferro ma al quale si deve pure la rinascita economica della Corea del Sud. Pare che non ci siano motivi per dubitare delle convinzioni democratiche della figlia, che dal padre ha ereditato la capacità di leadership.
L'attuale impopolarità del suo partito è dovuta alla corruzione di molti suoi membri. Per questo la Park non ha esitato a battersi il petto davanti a tutta la nazione e l'ha fatto in modo "religioso": dopo aver visitato un tempio buddhista e una chiesa presbiteriana, si è recata nella cattedrale cattolica al centro di Seoul per confessarsi. La Park è cattolica. Si spera che il pentimento non sia solo simbolico. (PC)










