Samsung: la corte nega il mandato d’arresto per il vicecapo Lee Jae-yong

Era accusato di corruzione, appropriazione indebita e falsa testimonianza e coinvolto nello scandalo che ha travolto la presidente Park. Secondo i giudici i motivi non sono sufficienti per approvare la richiesta di fermo.

Seoul (AsiaNews/Agenzie) – Il tribunale ha respinto la richiesta d’arresto per il vicecapo del gruppo Samsung Lee Jae-yong. Secondo i giudici le accuse di corruzione, appropriazione indebita e falsa testimonianza non sono sostenute da motivazioni sufficienti.

Per l’accusa, Lee sarebbe coinvolto nello scandalo che ha travolto la presidente Park Geun-hye per aver donato a Choi Soon-sil – influente sua amica – circa 36,3 milioni di dollari Usa in cambio di favori per sostenere la fusione aziendale di due gruppi sussidiari della Samsung. La compagnia riconosce di aver fatto donazioni a due fondazioni legate alla Choi, ma rifiuta l'accusa di averlo fatto in cambio di favori.

La Samsung Electronics in Corea del Sud è una compagnia di alto profilo e le sue vendite corrispondono a un quinto del Pil del Paese. Dopo la morte del padre Kun-hae nel 2014, Lee Jae-yong ha assunto la direzione dell’azienda diventando il capo de facto dell’intero gruppo Samsung.

 

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Lanterne rosse
Mondo russo
Porta d'Oriente

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
P.I.M.E. Centro Missionario
Agenzia Fides
P.I.M.E. Brasil
Radio Mondo
Mondo e Missione
P.I.M.E. U.S.A.
TV 2000