Seoul, il governo chiede i danni al pastore Jun per la ripresa della pandemia: oltre 3 milioni di euro

Il capo della setta pseudo-cristiana Sarang Jeil ha lanciato raduni di massa per migliaia di persone. Dopo i raduni, i casi positivi al Covid sono cresciuti da meno di 10 a 150 al giorno. Il “modello Corea” è molto efficace. Ad oggi, in tutto il Paese vi sono stati 22783 casi e 377 morti.

Seoul (AsiaNews/Agenzie) – Oggi alle 16 il governo della città di Seoul presenterà una denuncia e una richiesta di danni contro il pastore Jun Kwang-hoon, che con i suoi raduni di massa nel centro  cittadino (v. foto), avrebbe rinfocolato la pandemia. Il governo chiede almeno 4,6 miliardi di won (circa 3,34 milioni di euro).

Nonostante gli avvertimenti contro i raduni di massa, a metà agosto il pastore della Chiesa Sarang Jeil, setta pseudo-cristiana, ha programmato manifestazioni contro il governo, che hanno radunato migliaia di persone nel centro di Seoul, contribuendo alla diffusione del virus. Lo stesso Jun è stato poi riconosciuto positivo al test.

In un comunicato stampa, il governo cittadino spiega che “anche limitando i danni ai casi riportati a Seoul”, vanno assommate le difficoltà prodotte “al governo della città, ai trasporti, agli ospedali, alla nazione e alle assicurazioni sanitarie”. Il che fa aggirare le spese sostenute a circa 13,1 miliardi di won. La somma comprende anche 330 milioni di won per curare 641 pazienti e 663 milioni per sostenere persone rimaste in quarantena, a causa di possibili contatti con la chiesa.

Il governo della città accusa Jun di aver ostacolato gli sforzi di rintracciare i casi, avendo presentato falsi documenti di membri della Chiesa. Gli avvocati della comunità religiosa rifiutano le accuse e a loro volta accusano il governo di essere incompetente e di non aver fatto abbastanza per contenere il virus. Essi premono anche per una richiesta di danni alla Cina, dove il virus è sorto.

Secondo la Kdca (Korea Disease Control and Prevention Agency, l’agenzia statale per il controllo e la prevenzione delle malattie), il numero di casi positivi giornalieri a Seoul era sotto i 10 agli inizi di agosto; dopo le manifestazioni del 15 agosto, sono divenuti 150; 154 il 26 agosto.

Il Kcda afferma che vi sono almeno 1168 casi legati alla Chiesa Sarang Jeil; 587 relativi ai raduni del 15 agosto.

Al presente, Seoul registra 46 nuovi casi, portando il totale a 4904. In tutto il Paese – con una popolazione di quasi 52 milioni di abitanti - vi sono stati finora 22783 casi e 377 morti.

La Corea del Sud è uno dei Paesi dove il coronavirus ha colpito meno, grazie alla prontezza dell’opera di prevenzione e di test approntato dal governo. Molti pensano che il “modello Corea” è migliore del “modello Cina”, basato su lockdown totali.

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