Ascetismo zen, giovani giapponesi in fuga dal caos quotidiano

Grande partecipazione a programmi di meditazione, digiuni e ritiri in montagna. Per i monaci, è il segno delle complessità della società moderna.

Tokyo (AsiaNews/Agenzie) – Una vita senza computer e cellulari, con restrizioni a mangiare e a lavarsi, a volte anche trovandosi appesi a un precipizio a testa in giù. Sono pratiche di vita ascetica a cui prendono parte sempre più giovani giapponesi per fuggire dal caos cittadino, in cerca di se stessi e della pace mentale.

L’offerta di programmi di ascetismo non è una novità per i templi buddisti, ma sono i tempi ad essere cambiati. Secondo diversi monaci è proprio la complessità della società moderna a motivare il crescente numero di aderenti alle iniziative di vita ascetica. Alcuni partecipano per superare le difficoltà fisiche e psicologiche di tutti i giorni; altri perché stufi dei rapporti umani.

Un esempio è un programma che si è tenuto verso la fine di settembre, quando 30 persone, per lo più giovani, hanno praticato il buddismo zen al tempio Hosenji di Kameoka, nella prefettura di Kyoto. Durante il ritiro, i partecipanti si svegliavano alle 5.20 del mattino. La giornata procedeva con attività di meditazione, preghiera e lavoro manuale all’aperto fino alle 10 di sera, ora di andare a letto. I responsabili del tempio sostengono che il numero dei giovani che aderiscono è cresciuto negli ultimi anni, in particolare fra le persone sui 20 anni.

A Narita (prefettura di Chiba), il tempio Naritasan Shinshoji organizza sessioni di digiuno che durano fra i tre e sette giorni. Il numero degli iscritti è più che raddoppiato nel corso degli ultimi dieci anni: da 200 a 460 all’anno. Dopo una settimana di preparazione e un controllo all’ospedale, coloro che si sottopongono al digiuno si ritirano in un seminario di “confinamento”: non possono lasciare il tempio, sono obbligati a due cerimonie nella giornata, ma possono spendere il resto del tempo come preferiscono, fra lettura e meditazione zen. Fare il bagno è proibito in quanto debilita il fisico.

Un ultimo esempio è il monte Ominesan a Tenkawa, nella prefettura di Nara. Esso è un luogo sacro per l’ascetismo di montagna “Shugendo” – una scuola religiosa del folklore giapponese che unisce elementi di adorazione della montagna, buddismo esoterico e altre correnti di pensiero. In estate, sul monte Ominesan si tengono numerosi programmi ascetici. Il rigoroso “Nishi-no-Nozoki” (introspezione dall’occidente) include l’essere appesi per i piedi da un precipizio, e a parteciparvi non sono solo i giapponesi, ma anche occidentali.

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