Fukushima: dubbi sulla messa in sicurezza della centrale nucleare

Il Primo ministro annuncia lo stato di arresto a freddo dei reattori. Possibile lo smantellamento della centrale nei prossimi 40 anni. Gli esperti non credono al governo e avvertono del rischio di una reazione atomica.

Tokyo (AsiaNews) – La centrale nucleare di Fukushima Daiichi è stabile. Lo ha annunciato oggi Yoshihiko Noda, Primo ministro giapponese. La notizia a nove mesi dallo tsunami che lo scorso 11 marzo ha ucciso oltre 15mila persone e danneggiato tre dei sei reattori della centrale atomica a 240 km da Tokyo. Nonostante le rassicurazioni del governo, vi sono dubbi sulla reale stabilità dell’impianto. Intanto, resta attivo l’anello di sicurezza posto a 20 km dai reattori.

"Si è raggiunto lo stato di arresto a freddo – ha affermato il premier - ora bisogna andare avanti e accelerare con lo smantellamento". Noda ha sottolineato che la fase 2 di stabilizzazione dei reattori è stata completata. La temperatura dei reattori è scesa sotto i 100° Celsius e il livello di radiazioni è ora sotto controllo. Secondo i tecnici della Tokyo Electric Power Company (Tepco) ci vorranno circa 40 anni per concludere la dismissione totale dei 6 reattori danneggiati e lo stoccaggio delle barre di combustibile nucleare ancora attive.

Tuttavia, molti esperti non credono alle dichiarazioni del governo e della Tepco. Kazuhiko Kudo, docente di ingegneria nucleare alla Kyushu University, afferma che le autorità “vogliono rassicurare le persone che tutto è sotto controllo”, utilizzando una terminologia vaga e imprecisa. L’esperto sottolinea che la temperatura dei reattori è ancora alta e il rischio di una reazione non è da escludere. Kudo spiega che per parlare di arresto a freddo, è necessario entrare nel reattore ed esaminare le barre di combustibile rimaste sotto le macerie, che potrebbero essere ancora molto instabili. Nella centrale continuano a verificarsi crolli e fughe di materiale radioattivo. La scorsa settimana, i tecnici hanno registrato la fuoriuscita in mare di 45 metri cubi di acqua contaminata a causa del cedimento delle fondamenta di uno dei reattori.

Pochi mesi dopo lo tsunami, la Tepco ha ammesso la propria responsabilità nella mala gestione del disastro nucleare e nell’approssimativa manutenzione dell’impianto, considerato da molti esperti obsoleto e insicuro. Nei prossimi anni l’azienda dovrà spendere per i risarcimenti circa 57 miliardi di dollari, a cui si aggiungono i 51 miliardi di dollari necessari per lo smantellamento della centrale. Per evitare il fallimento della Tepco, il governo ha annunciato per la prossima estate la parziale nazionalizzazione della società.

A tutt’oggi l’area contaminata dalla fuga radioattiva è di oltre 2400 chilometri quadrati, pari alle dimensioni del Lussemburgo.

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