Giappone, crolla la produzione industriale: ai minimi dallo tsunami del 2011

La nuova tassa sui consumi imposta dal governo Abe ha aumentato la tassa sugli acquisti dal 5 all'8%. E fra maggio e giugno le industrie ne pagano le spese: meno 3,3%. Analisti fiduciosi: "La gente ha fatto la spesa prima dell'aumento della tassazione, il mercato risalirà".

Tokyo (AsiaNews/Agenzie) - La produzione industriale giapponese è calata del 3,3% fra maggio e giugno 2014, uno dei primi effetti dell'aumento della tassazione sull'acquisto di beni e servizi. La tassa, innalzata su ordine del governo guidato dal conservatore Shinzo Abe, è passata dal 5 all'8% rendendo di conseguenza le merci più care. Si tratta della flessione più seria del settore dal 2011, quando il Paese venne scosso dall'enorme terremoto di marzo e dallo tsunami da esso provocato.

Sono calati sia gli acquisti di generi secondari che le spese per la casa, con uno 0,6% in meno nel campo della vendita al dettaglio. Secondo le previsioni dell'esecutivo, nei prossimi mesi dovrebbe risollevarsi almeno il settore manifatturiero: tuttavia, il ministero nipponico dell'Economia, del commercio e dell'industria preferisce non rilasciare dati.

Junko Nishioka, capo economista per il Giappone della RBS Securities, è comunque positivo: "Se analizziamo i flussi di produzione e acquisto, notiamo come prima dell'aumento della tassa siano saliti i numeri legati alle compravendite. La gente ha fatto la spesa prima di dover pagare di più. Il prossimo trimestre, quando si affievolirà l'effetto negativo della tassa, dovrebbe andare meglio".  

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