Nagasaki si ferma per l’anniversario dell’atomica: ‘Mai più una simile tragedia’

Morirono in meno di un anno 74mila persone. Ricordo di una suora sopravvissuta: “Non possiamo dimenticare”. Sindaco di Nagasaki: “Il Giappone ha l’obbligo morale di guidare gli sforzi per un mondo senza nucleare”. La corsa per mantenere viva la memoria dei sopravvissuti.

di Maddalena Tomassini

Nagasaki (AsiaNews/Agenzie) – Una tragedia che non si dovrà ripetere “mai più”: il 9 agosto del 1945 alle 11:02 la bomba atomica “Fat Man” esplose su Nagasaki, provocando entro la fine dell’anno la morte di 74mila persone. Oggi, il sindaco e la città si sono riuniti al Parco della Parce, rispettando un minuto di silenzio per commemorare le vittime e chiedere un mondo libero dalle armi nucleari.

“Non voglio rievocare i ricordi, ma non può essere dimenticato,” commenta al Mainichi Shinbun suor Misako Michiwaki (v. foto 2), una “hibakusha” (sopravvissuta alla bomba atomica) di 90 anni. Al tempo aveva 17 anni e lavorava in fabbrica. Riuscì a salvarsi correndo – rosario in mano – su una collina. Da lì, osservò la città in fiamme. Negli anni successivi Michiwaki prese i voti, e 20 anni dopo iniziò a scrivere ogni anno la sua testimonianza della tragedia. Ogni anniversario, la religiosa rievoca ogni dettaglio: il collega che le aveva urlato di lasciarlo indietro perché “non ce l’avrebbe fatta”, la fame durante la fuga e le voci disperate. La conclusione è sempre la stessa: “Un evento così tragico non deve mai più accadere”.

Oggi, il sindaco di Nagasaki ha lanciato il medesimo appello, facendo eco alle parole del suo collega e del vescovo di Hiroshima: il Giappone ha “l’obbligo morale” di guidare gli sforzi verso un mondo libero dal nucleare e promuovere il Trattato per l’abolizione delle armi nucleari. Alla cerimonia di quest’anno erano presenti i rappresentanti di 71 Paesi e il Segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres. È la prima volta che il capo di un organo internazionale prende parte alla commemorazione. Nell’occasione, Guterres è tornato ad insistere perché i Paesi aderiscano al trattato: “Impegniamoci affinché Nagasaki sia l’ultimo posto sulla Terra a patire la devastazione nucleare”.

Intanto, in Giappone è sempre più difficile mantenere viva la memoria dei sopravvissuti. Gli hibakusha ancora in vita sono quasi 155mila, e hanno in media più di 82 anni. Nelle scuole, l’“educazione alla pace” ha perso impulso. Per questo, molti attivisti – inclusi i premi nobel Kazuo Ishiguro e Ican – portano avanti campagne per preservare la memoria dei sopravvissuti.

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