Tokyo (AsiaNews/Jcw) Doudou Diene, inviato speciale della Commissione per i Diritti umani delle Nazioni Unite, ha invitato il governo e la società giapponese a "combattere con forza la discriminazione sociale, fenomeno tuttora radicato e molto presente nel Paese".
Diene ha visitato il Paese per conto delle Nazioni Unite per cinque giorni a maggio, partendo da Okinawa, ma non è nuovo al Giappone: la sua prima visita risale infatti al luglio dello scorso anno, quando ha "potuto analizzare con calma" le diverse forme moderne di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e intolleranze religiose.
Tornato da quel suo primo viaggio, aveva presentato alla Commissione Onu per i Diritti umani un primo rapporto sulla società giapponese. In risposta, 77 associazioni fra cui il comitato episcopale Giustizia e Pace avevano pubblicato un documento congiunto che riconosceva "l'esistenza di discriminazione razziale e xenofobia nel Paese" ed aveva annunciato la nascita di "una nuova collaborazione" fra i firmatati che si impegnavano a combattere questi fenomeni.
"Ogni nazione commenta ora Diene affronta delle sfide connesse al razzismo, ma ognuna di esse ha i suoi specifici problemi. Il Giappone deve confrontarsi con il suo retaggio storico, che lo porta a discriminare ancora oggi i burakumin [comunità di "fuori casta" ndr] e contro l'etnia Ainu".
"La cultura giapponese ha poi aggiunto non è monolitica e le minoranze devono avere il loro riconoscimento. Combattere la discriminazione contro di loro non significa solo proteggere gli interessi individuali, ma soprattutto sostenere il multi-culturalismo nel Paese".










