Oltre il 70% dei bambini giapponesi non esce di casa per giocare

Più del 10% degli alunni delle scuole elementari non ha neanche un amico per farlo. Il fenomeno è comune sia nelle città che nelle campagne. In parte, esso è dovuto al declino nel tasso di natalità del Paese. Per il professore che ha condotto la ricerca, il Paese necessita di “un intervento al livello sociale”.

di Paolo Fossati

Tokyo (AsiaNews) – Durante i giorni feriali, oltre il 70% degli alunni delle scuole elementari nelle città e campagne del Giappone non escono di casa per giocare; più del 10% non ha nemmeno amici con cui divertirsi. È il quadro che emerge da una ricerca condotta dalla Chiba University, ateneo con sede a Sud-est di Tokyo.

Il prof. Isami Kinoshita, esperto di pianificazione urbana e responsabile del laboratorio che ha redatto lo studio, dichiara al quotidiano Mainichi Shinbun che il Paese necessita di “un intervento al livello sociale, per incoraggiare i bambini a svagarsi all’aperto”. Il docente ed i suoi collaboratori hanno cominciato a raccogliere i dati tra gli studenti delle scuole primarie nella città di Kesennuma, prefettura di Miyagi (nel nord-est del Giappone).

Secondo la ricerca, il 76% dei bambini dichiara di non giocare fuori casa durante la settimana. Circa il 18% rivela di non avere amici con cui farlo dopo la scuola, mentre il 29% ha solo uno o due amici. L'85% degli intervistati afferma ha dichiarato di giocare in casa, seguito dall'8% che gioca vicino a fiumi, corsi d'acqua o stagni e il 6% che gioca in montagna o nei boschi.

Nel tentativo di comprendere la situazione nelle aree urbane, nel 2018 lo stesso questionario è stato distribuito in una scuola elementare della città di Chiba, capoluogo dell’omonima prefettura. Qui i ricercatori hanno individuato la stessa tendenza rilevata a Kesennuma: il 77% dei bambini non gioca all'aperto ed il 13% di non ha amici. Circa il 76% ha risposto di giocare in casa.

Sono stati intervistati anche i bambini delle scuole primarie di tre municipi nella prefettura nord-orientale di Fukushima e della prefettura di Gunma, a nord-ovest di Tokyo: anche in queste località l’orientamento è lo stesso – tranne per quanto riguarda la percentuale di studenti senza compagni di gioco,  che sale al 20-30%.

Mitsunari Terada, esperto che ha contribuito alla ricerca, afferma: “I bambini non escono dalle proprie abitazioni neanche nelle zone rurali, dove sono circondati dalla natura. A causa di un declino nel tasso di natalità del Paese, non è facile per i bambini giocare con gli amici”. Kinoshita sottolinea: “Giocare all'esterno, è un modo per i bambini di entrare in contatto con la società ed è necessario per sviluppare abilità per prendere decisioni e pensare da soli”.

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