Tokyo, "grandi aspettative" per il mandato diplomatico di Caroline Kennedy

La figlia di JFK ha presentato questa mattina le lettere credenziali all'imperatore del Giappone: domani è previsto un pranzo con il premier Shinzo Abe, mentre il 22 novembre - 50mo anniversario dell'assassinio del padre - lo trascorrerà in forma privata. Con scarsa esperienza diplomatica, sarà affiancata da un "team Caroline" messo su dal Dipartimento di Stato americano.

di Pino Cazzaniga

Tokyo (AsiaNews) - L'ingresso in carica di Caroline Kennedy come nuova ambasciatrice americana in Giappone "porterà non pochi vantaggi a entrambe le nazioni e, in maniera indiretta, anche al mondo intero. Non c'è mai stato un altro ambasciatore Usa accolto con maggiori aspettative. Ci si augura che mantenga l'incarico per parecchi anni". Lo ha detto Yoshida Suga, capo del segretariato del Gabinetto giapponese, subito dopo la presentazione delle lettere credenziali della nuova rappresentante statunitense a Tokyo.

Caroline Kennedy (55 anni) è arrivata il 15 novembre all'aeroporto internazionale di Narita (Tokyo). Quando suo padre, John F. Kennedy, è stato assassinato (22 nov. 1963) Caroline aveva 6 anni. Di famiglia cattolica, ha frequentato le scuole primarie cattoliche e si è sposata con rito cattolico a 29 anni. Ha avuto tre figli: Rose, Tatiana e John.

È entrata nella vita pubblica sostenendo le due campagne elettorali per la presidenza degli Stati Uniti lanciate da Barack Obama (2008 e 2013). Il 24 luglio 2013 Obama ha annunciato la sua nomina ad ambasciatore a Tokyo, nomina confermata all'unanimità dal Senato statunitense e accettata dal governo del Giappone. Questa mattina ha presentato le sue credenziali all'imperatore del Giappone, portata da una carrozza trainata da due cavalli bianchi. Per domani è stata invitata a pranzo dal primo ministro Shinzo Abe. Ma ha dichiarato che trascorrerà il 50mo anniversario dell'assassinio di suo padre in forma "strettamente privata".

Da anni il posto di ambasciatore statunitense in Giappone è coperto da personalità politiche e diplomatiche di primo piano, tra i quali Tom Scheffer e John Ross, con rapporti diretti con il presidente. Caroline Kennedy non è di meno: ella, informa Suga, "può sempre telefonare al presidente Obama".

Il punto debole è la mancanza di esperienza politica e diplomatica. Le qualità umane suppliscono in parte, e inoltre il Dipartimento di Stato Usa ha creato un "Team Caroline", un corpo di specialisti in diplomazia che funziona come un corpo di studi a servizio della nuova ambasciatrice.

 

 

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