Democratici chiedono ai cittadini di partecipare alla marcia

I sondaggi prevedono un calo della partecipazione, ma è in aumento il malcontento verso Pechino

Hong Kong (AsiaNews/SCMP) – Organizzazioni e gruppi democratici stanno sollecitando gli abitanti di Hong Kong a prender parte alla marcia che si terrà il 1 luglio alle ore 15. I manifestanti intendono protestare contro l'ingerenza di Pechino negli affari interni di Hong Kong e per ottenere più democrazia. Prima della marcia, al Victoria Park, circa 10mila tra cattolici e protestanti si raduneranno per un momento di preghiera comune. Guideranno la preghiera mons. Joseph Zen Ze-kiun, vescovo di Hong Kong, il rev. Ralph Lee Ting-sun della Chiesa metodista e il rev. Eric So Shing-yit del Consiglio dei cristiani di Hong Kong.

Chan Kin-man, professore associato di sociologia alla Chinese University di Hong Kong, stima che i partecipanti alla marcia saranno 200mila, contro i 300mila attesi e i 500mila dell'anno scorso. Secondo alcuni analisti il calo delle adesioni alla manifestazione pacifica è dovuto all'assenza di temi forti. L'anno scorso tutte le fasce sociali hanno voluto manifestare contro la legge anti-sovversione . L'Unione degli studenti delle scuole secondarie, che l'anno scorso ha mobilitato circa 3mila giovani via internet, prevede per quest'anno un calo del 50% fra i partecipanti

Chan Kin-man afferma che "il recente miglioramento nelle relazioni tra democratici e governo centrale potrebbe spingere qualcuno a non partecipare alla marcia". Nei giorni scorsi il governatore Tung Chee-hwa ha incontrato alcuni del movimento democratico; Pechino ha promesso visti per la Cina a qualche attivista; alcune frange del movimento hanno deciso un abbassamento dei toni verso il governo centrale.

La distensione tra la Cina e il movimento democratico ha causato un aumento dell'1,8% nella popolarità di Tung Chee-hwa, governatore di Hong Kong, ma non ha diminuito il malcontento verso Pechino.

L'anno scorso, alla vigilia della marcia del 1 luglio i "soddisfatti" per la politica della Cina sul territorio erano il 36%; quest'anno sono il 25%. In calo anche quelli favorevoli al governo centrale, che in un anno sono passati dal 40% al 30%.  (ThR)

 

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