Hong Kong, ammessi raduni religiosi dopo il lockdown

Il governo ha dato il permesso di riprendere raduni religiosi e sportivi di gruppo. Rimangono alcuni limiti fino all’8 ottobre. Fino ad ora ad Hong Kong vi sono stati 5.079 casi positivi e di 105 morti.

di Paul Wang

Hong Kong (AsiaNews) – “Si riparte!” ha detto un missionario del Pontificio istituto missioni estere (PIME), dopo aver ricevuto l’avviso da parte della diocesi che dal 2 ottobre si potranno celebrare messe col pubblico, dopo mesi di lockdown.

L’avviso della cancelleria diocesana è stato inviato ai sacerdoti poche ore dopo che il governo del territorio ha stabilito di togliere il divieto per raduni religiosi e per gruppi sportivi, essendo ormai diminuiti i casi di Covid-19; anzi, dal 15 di settembre non si registra alcun caso locale di infezione.

Fino all’8 ottobre rimangono ancora alcuni obblighi; indossare maschere in pubblico, all’interno e all’esterno; distanziamento sociale nei ristoranti; divieto di raduni con più di quattro persone.

Le direttive della diocesi di Hong Kong – seguendo le regole del governo – chiedono che le messe siano popolate al 50% della capienza; che i fedeli misurino temperatura corporea, disinfettino le mani, indossino maschera quando entrano nell’edificio sacro.

A causa della riduzione del numero dei partecipanti, per salvaguardare il distanziamento sociale, la diocesi suggerisce di aggiungere una o due messe all’orario solito, per permettere a più fedeli di partecipare alle celebrazioni.

Fino ad ora, il bilancio dell’epidemia da nuovo coronavirus in Hong Kong è di 5.079 casi positivi e di 105 morti.

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